Per la corsa a sindaco di Milano “se mi fanno una proposta concreta ci penserò”.
Su una candidatura alle prossime politiche o come sindaco di Milano “non si può mai dire mai, ma al momento direi di no”.
Lo spiega in un’intervista al Corriere della Sera l’economista Carlo Cottarelli che circa la eventuale corsa come successore di Beppe Sala aggiunge “se mi fanno una proposta concreta ci penserò, ma al momento non ci penso”.
Per Cottarelli al momento sono più utili “iniziative civili” come la campagna per la raccolta di firme a sostegno di un disegno di legge – che parte oggi – per introdurre ‘Misure per la trasparenza dei programmi elettorali dei partiti’.
L’economista ricorda che “nelle ultime elezioni, 2018 e 2022, tutti i partiti hanno fatto promesse elettorali che sarebbero costate al bilancio pubblico fino a 140-150 miliardi di euro l’anno”.
Ma poi – aggiunge – “quando le forze politiche vanno al governo dicono che non ci sono i soldi e si scopre così che quelle promesse erano irrealizzabili.
Tutto questo toglie credibilità alla campagna elettorale e allontana la gente dalla partecipazione al voto.
Il mio disegno di legge dice che i programmi elettorali, che, secondo l’articolo 14-bis del testo unico del 1957, devono essere presentati dai partiti che vogliono concorrere alle elezioni, debbono anche indicare dove si prendono i soldi”.
Spiegando come la proposta raccolga un consenso bipartisan Cottarelli osserva che “se si raccolgono tante firme, diventerà difficile spiegare perché una norma così di buon senso non venga approvata e si preferisca restare dietro una cortina fumogena”.








