“La tensione nel mondo della logistica e l’aumento dell’energia influenzerà la prossima stagione della moda: i listini prezzi dei brand purtroppo aumenteranno a causa della crescita del costo dell’energia. Oltre a questo, il settore moda si scontra con il problema della scarsità delle materie prime, tema su cui dobbiamo lavorare con il Governo per trovare delle soluzioni.
Qualche rincaro sui prezzi ci sarà ma dobbiamo essere bravi e intelligenti come sistema a sfruttare bene le risorse del Pnrr; infatti con il Governo abbiamo fatto delle proposte per sistemare il cuneo fiscale e il costo del lavoro, in modo da mantenere la nostra competitività nel mondo.”
E’ quanto affermato da Carlo Capasa, Presidente, Camera Nazionale della Moda Italiana, nel corso della XX edizione del Milano Fashion Global Summit 2021. “Per la settimana della moda abbiamo avuto dei grandi numeri: oltre 56 mln di utenti nelle nostre live room per lo streaming, oltre 180 mln di utenti sono stati raggiunti sui social network, abbiamo creato un engagement di 82,5 mln e un earn value di 81 mln, con una crescita del 128%. Siamo passati da 0 a 155 eventi sfilate e presentazioni dal vivo, con solo 40 eventi digitali”.
“Per la Settimana della moda tutta la parte social è stata importantissima, nonostante il ritorno alle sfilate in presenza: la gente ha preferito rivederle on line, con oltre 56 milioni di utenti nelle live room e oltre 180 milioni sui social, con un earned media value in crescita del 188%. Sulla produzione abbiamo recuperato due terzi di quanto perso, cioè oltre 16 miliardi dei 24 perduti, ovvero quasi tutto l’export.
Rimane il gap in Italia, dovuto soprattutto a chi viaggia, come i cinesi, che comprano a casa, e contiamo di recuperare del tutto nel 2022. C’è però un divario che si allarga – ha sottolineato – tra i grandi, che recuperano meglio e i medi e piccoli che faticano.
A tutela della filiera, alcuni grandi acquistano anche solo quote minoritarie di piccoli, per tutelarli, perchè la priorità è non perdere gli artigiani e non a caso abbiamo siglato da poco un patto col ministero, “Il lavoro buono”, per favorire la professionalizzazione. La crescita dei prezzi dell’energia e la carenza di materie prime qualcosa sui prezzi faranno – ha concluso – ma dobbiamo essere bravi in modo da mantenere competitività nel mondo, in un momento in cui c’è anche un ritorno di produttività in Italia”.








