In questo periodo di emergenza sanitaria aumenta il lavoro dei vari Centri Studi per elaborare i dati che, giornalmente emergono sul mondo imprenditoriale. La Camera di Commercio di Firenze, ad esempio, stima una grande frenata dell’export con una percentuale che si attesta intorno al 14,8% e con una perdita di valore totale compresa tra 2,4 e 5,8 miliardi di euro. Questo, nello scenario considerato meno negativo, ovvero di stop temporanei non oltre i 3-4 mesi, assenza di misure protezionistiche.
”Questi numeri confermano la complessità della situazione e l’urgenza che le misure di sostegno all’economia e alle imprese arrivino in tempi rapidi, con procedure snelle e minor carico burocratico possibile – ha detto Giuseppe Salvini, segretario generale della Camera di commercio di Firenze – sul fronte dell’export voglio segnalare – ha continuato – il nuovo help desk delle Camere di commercio (emergenzacovid@sostegnoexport.it) per aggiornare gli imprenditori che operano sui mercati internazionali riguardo alle nuove procedure di trasporto merci nei diversi Paesi. Sempre su questo fronte, ricordo – ha concluso Salvini – che il servizio di mediazione internazionale della Camera di commercio di Firenze, gestito dalla Florence international mediation chamber (Fimc), ha deciso di azzerare le spese di deposito fino al 30 giugno 2020 per le imprese che devono affrontare contenziosi con una controparte estera e ricordo anche che la Camera è autorizzata a rilasciare l’attestazione di causa di forza maggiore in caso di ritardi nelle consegne”.
Lo studio della Camera di Commercio toscana ha messo al vaglio altre due ipotesi. La prima prevede uno scenario intermedio (diffusione di focolai di contagi per tutto l’anno a livello mondiale con l’adozione di misure protezionistiche quasi esclusivamente in ambito sanitario), in cui le esportazioni fiorentine crollerebbero del 16,2% con Pil a -13,1% e import a -18,9%; e uno scenario peggiore (diffusione più ampia della malattia fino almeno alla disponibilità di un vaccino, introduzione di misure protezionistiche più generalizzate), per fortuna altamente improbabile, con l’export fiorentino in caduta del 35,8% nel 2020, Pil a -35,7% e import a -36,9%.








