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Calcio: ecco il piano in 29 punti per rilanciare la Serie A ed uscire dalla crisi | Il progetto del presidente Ezio Maria Simonelli

La crisi del calcio italiano, certificata dalla terza mancata qualificazione consecutiva al Mondiale, ha spinto la Lega Serie A a mettere sul tavolo un piano di riforma strutturale articolato e ambizioso.

Si tratta di un documento in 29 punti che punta a ridisegnare le fondamenta del sistema, con un’attenzione particolare alla sostenibilità economica e al rapporto con le istituzioni. Il progetto è stato illustrato dal presidente Ezio Maria Simonelli al numero uno del Coni, Giovanni Malagò, durante un vertice operativo a Milano.

NODO RISORSE: DAL BETTING AL DECRETO CRESCITA

Al centro della proposta c’è il nodo finanziario. La Serie A chiede una revisione radicale del Decreto Dignità, con l’obiettivo di riaprire al mondo delle sponsorizzazioni legate al betting e introdurre un prelievo dell’1% sulla raccolta complessiva delle scommesse calcistiche.

Considerando che nel 2024 il volume generato dal calcio ha raggiunto i 16,1 miliardi di euro, la misura garantirebbe circa 160 milioni l’anno da destinare obbligatoriamente a infrastrutture e settori giovanili. A questa richiesta si affiancano altre leve fiscali, come il ripristino di strumenti simili al Decreto Crescita per attrarre talenti stranieri, e incentivi specifici per le squadre Under 23.

Sul fronte degli stadi, i club insistono sulla necessità di semplificare le procedure burocratiche per accelerare la costruzione di nuovi impianti, un tema rilanciato anche dall’amministratore delegato dell’Atalanta, Luca Percassi. Non meno rilevante è il capitolo tecnico, che guarda soprattutto ai vivai. L’idea è trasformare il Campionato Primavera in una competizione riservata alle sole società di Serie A, eliminando classifiche, promozioni e retrocessioni per privilegiare la crescita individuale dei giovani talenti rispetto alla logica del risultato.

In parallelo, si discute di modifiche al sistema fiscale per rendere meno conveniente acquistare calciatori dall’estero rispetto alla valorizzazione di quelli italiani, oltre al possibile ritorno del vincolo sportivo.

LA CANDIDATURA DI MALAGÒ ALLA FIGC SI RAFFORZA

Il vertice milanese ha anche un significato politico più ampio, perché si inserisce nel percorso che porterà alle elezioni della Figc del 22 giugno.

Malagò, che sta valutando la propria candidatura alla guida della Federazione, ha incassato il sostegno di 19 club di Serie A e ha avviato una serie di consultazioni con tutte le componenti del sistema, dalla Serie B alla Lega Pro, fino alle associazioni di calciatori e allenatori. Nel suo intervento, Malagò ha sottolineato la necessità di «tenere insieme sostenibilità economica e rilancio sportivo», evitando personalismi e puntando su credibilità e relazioni istituzionali solide.

Il sistema, ha spiegato, deve trovare un equilibrio tra le diverse esigenze, partendo dal presupposto che la Serie A resta il motore economico dell’intero movimento. Allo stesso tempo, ha ribadito che “ogni decisione sulla sua candidatura sarà presa solo dopo aver completato il giro di consultazioni”.

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