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[I dati] Bussola economia italiana: il Pil salirà nel secondo trimestre

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“Il Pil è calato (non sorprendentemente) anche a inizio 2021, ma le riaperture, la campagna vaccinale e il Pnrr stanno creando le condizioni per un rimbalzo di circa 1% già nel trimestre in corso, atteso poi rafforzarsi nella seconda metà dell’anno”. E’ quanto emerge dalla Bussola sull’economia italiana a cura della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

“Il Pnrr avrà effetti positivi sul PIL, in particolare nel biennio 2022-23. L’impatto sarà permanente e potenzialmente maggiore se accompagnato da un’efficace e tempestiva implementazione delle riforme incluse nel Pnrr (come quelle della pubblica amministrazione e della giustizia) – prosegue la Bussola -. La produzione industriale è calata a sorpresa di -0,1% m/m a marzo, in coincidenza con il picco per il grado di restrizione anti-Covid: da allora è iniziato un processo di graduale riapertura delle attività, che andrà a beneficio soprattutto dei servizi ma che dovrebbe anche rafforzare la ripresa già in corso nell’industria”.

La fiducia delle imprese nel settore manifatturiero, secondo l’indagine Istat, è aumentata più del previsto ad aprile, a 105,4 da 101,9 di marzo: si tratta di un nuovo record da settembre del 2018. Sono migliorate tutte le componenti, in particolare le aspettative su ordini, produzione, economia, occupazione e prezzi di vendita. A marzo, la produzione nelle costruzioni è cresciuta per il terzo mese consecutivo. Su base annua l’output è balzato a +74,5%, per via del confronto con i livelli eccezionalmente bassi di marzo 2020, quando furono adottate le prime misure di chiusura che riguardarono anche i cantieri edilizi.

L’allentamento del grado di restrizione su mobilità e attività economiche ha fatto registrare all’Istat un aumento dell’indice sulla fiducia delle imprese nei servizi di mercato da 85,4 a 87,1, nel commercio al dettaglio da 91,2 a 95,8. Dopo il calo di marzo, la fiducia dei consumatori è tornata a salire ad aprile, a 102,3 da 100,9 del mese precedente. Il dato è stato più forte delle attese e ha riportato l’indice ai massimi dallo scorso settembre. Sono migliorate significativamente anche le aspettative sulla situazione economica delle famiglie, mentre le preoccupazioni sulla disoccupazione sono diminuite solo marginalmente.

A marzo il tasso di disoccupazione è calato a 10,1% da 10,2% precedente. La crescita occupazionale nel mese è concentrata soprattutto tra i dipendenti a termine mentre tornano a crescere per la prima volta da agosto dello scorso anno anche i lavoratori indipendenti (che rimangono comunque la categoria più penalizzata dall’emergenza sanitaria, assieme a donne e giovani). Dall’inizio della pandemia sono stati perduti quasi 900 mila posti di lavoro.

“Però nei prossimi mesi, con il venir meno delle misure governative di protezione dell’occupazione e con il progressivo rientro degli inattivi nella forza lavoro, la disoccupazione può tornare a salire”, spiega Intesa Sanpaolo. I dati sul commercio internazionale hanno evidenziato, a marzo, il terzo incremento mensile consecutivo per esportazioni ed importazioni, con entrambi i flussi che tornano per la prima volta sui livelli pre-Covid. In termini tendenziali le esportazioni balzano a +28,1% da -4,4% precedente e le importazioni salgono a +35,1% da -1,5%, sostenute da un effetto base favorevole nel confronto con marzo 2020.

Ad aprile, sull’indice domestico, l’inflazione annua è salita da 0,8% a 1,1% (massimo da due anni). Le pressioni al rialzo sulla tendenza annua sono venute principalmente dalla crescita dei beni energetici (a 9,8% a/a da 0,4% precedente). In prospettiva, l’inflazione resterà sopra l’1% per tutto il 2021; il picco in corso d’anno dovrebbe essere raggiunto a settembre, attorno all’1,7%. Si stanno manifestando già da qualche mese pressioni inflazionistiche a monte della catena produttiva nell’industria Queste le tendenze del settore bancario: ancora un aumento per i tassi sulle erogazioni di mutui alle famiglie; rallenta la dinamica dei prestiti alle imprese; crescita dei depositi sostenuta, ma più moderata dopo il picco di gennaio.

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