Dopo un lungo periodo di incertezza, rumors, ipotesi e contraccolpi politici il London Stock Exchange Group è uscito allo scoperto. Lse ha infatti confermato di aver avviato delle trattative esplorative che potrebbero portare alla vendita della propria partecipazione in Mts o anche di Borsa Italiana, per ottenere l’approvazione da parte della Commissione Europea per l’acquisizione di Refinitiv.
L’operatore di Borsa aveva acquistato il fornitore di dati finanziari lo scorso agosto per 27 miliardi di dollari e la Commissione Ue ha avviato la revisione di Fase II dell’accordo lo scorso mese al fine di assicurarsi che questo non comporti una diminuzione della concorrenza. “Non è certo che la società decida di procedere con una di queste operazioni”, ha dichiarato il gruppo in una nota, precisando che si aspetta di chiudere l’acquisizione di Refinitiv entro la fine dell’anno o all’inizio del 2021.
“La Brexit e l’operazione di Refinitiv hanno sollevato una serie di domande a livello governativo e dei regolatori sulle prospettive del gruppo Borsa Italiana all’interno del London Stock Exchange. Fino ad oggi lo sviluppo della Borsa e del gruppo Borsa Italiana è stato positivo e gli investimenti non sono mancati negli ultimi dieci anni. Ora c’è più incertezza sul futuro perché la Brexit mette una serie di punti interrogativi che sono sotto la lente dei politici e di chi governa”, aveva affermato Raffaele Jerusalmi, a.d. di Borsa Italiana, commentando le indiscrezioni su Refinitiv e sul futuro del London Stock Exchange.
La privatizzazione della società avvenne proprio nel 2007 sotto la regia di Jeruslami quando si decise la fusione con la Borsa di Londra dando vita al London Stock Exchange Group che oggi conta complessivamente 2.370 società quotate (370 su Borsa Italiana e 2.000 su Lse). Nel dettaglio Lseg plc possiede il 100% di Lsegh Italia spa che possiede Borsa Italiana Spa che a sua volta detiene Monte Titoli e CC&G al 100% e MTS al 60,4%. Molti osservatori avevano già messo l’accento sul fatto che avrebbe poco senso che Borsa Italiana continuasse il percorso insieme a un gruppo inglese, bandiera di un Paese che presto seguirà un percorso autonomo, uscendo dall’Ue che rimarrà invece la “casa” dell’Italia e quindi di Borsa I.
Negli ultimi mesi erano poi apparse sulla stampa diverse speculazioni su un possibile cambio di proprietà. Ma lo scorso febbraio il London Stock Exchange aveva negato di voler vendere Borsa Italiana. La questione ora diventa subito politica. “Insieme ai colleghi Currò, Martinciglio, Raduzzi e Colletti abbiamo depositato una risoluzione in Commissione Finanze alla Camera per impegnare il Governo ad intraprendere ogni iniziativa al fine di concertare un’offerta competitiva in grado di riportare Borsa Italiana all’interno dei confini del Paese e scongiurare l’eventualità di una suddivisione del gruppo”, ha dichiarato in una nota il deputato del MoVimento 5 Stelle Davide Zanichelli, membro della commissione Finanze.
“È fondamentale verificare che Borsa Italiana adotti un piano di investimenti atto a sviluppare ulteriormente i mercati dei capitali in Italia. Si tratta di un asset strategico che può giocare un ruolo importante nel panorama finanziario internazionale, a beneficio di tutte le realtà dell’indotto”, continua. “La probabile dismissione totale o in parte di Borsa Italiana dal London Stock Exchange Group, in seguito alle decisioni prese dall’autorità antitrust europeo e alle difficolta’ operative derivanti dalla Brexit, deve vedere la politica necessariamente attiva in questo dossier al fine di tutelare l’interesse generale principalmente per evitare il rischio di spezzatino societario. In questo senso è positivo che Borsa Italiana sia stata inserita fra le attività strategiche di rilevanza nazionale da tutelare attraverso la disciplina del golden power”.
Anche la Lega si è mossa nella stessa direzione. “Invito il governo a considerare immediate ed improrogabili valutazioni sugli strumenti utili da mettere in campo per intervenire in senso proattivo in questa vicenda”, ha spiegato Raffaele Volpi deputato della Lega e Presidente del Copasir aggiungendo che “ritengo importante che sia il nostro paese a decidere il destino di borsa italiana evitandone smembramenti e riacquisendone il controllo potendone poi decidere alleanze e posizionamenti. Il governo non consenta ad altri di decidere su piattaforme finanziarie essenziali all’interesse del paese. Qualsiasi indugio farebbe ricadere sul governo elementi di grave responsabilità di inerzia rispetto ad una necessaria linea di consolidamento del sistema paese in un momento in cui vi è la necessità di traguardare il futuro con la solidità di tutta la filiera economico-finanziaria”, conclude.








