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Carlo Bonomi (presidente Confindustria): «Il taglio delle emissioni non può uccidere l’industria italiana»

Il taglio delle emissioni non può uccidere l’industria italiana. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, secondo il quale «l’accelerazione sui tagli delle emissioni di anidride carbonica in Europa mette fortemente in crisi intere nostre filiere».

«Non possiamo uccidere intere filiere nell’industria italiana, che sono centinaia di migliaia di posti di lavoro, mentre gli altri proseguono nella loro strada», come Cina e India, ha sottolineato Bonomi nel suo intervento all’assemblea di Confindustria Umbria, spiegando che gli obiettivi possono essere raggiunti «solo con una governance mondiale».

Il presidente di Confindustria ha sottolineato che «non è pensabile che l’Europa da sola, che emette l’8% dei gas clima alteranti, si ponga degli obiettivi così ambiziosi» quando due colossi mondiali come «Cina e India, che rappresentano il 33% delle emissioni, proseguono per la loro strada». Bonomi ha quindi ricordato che da poco l’India ha dichiarato che non taglierà le emissioni fino al 2070.

«Dobbiamo avere obiettivi realizzabili, non velleitari», ha concluso il numero uno degli industriali. Le prime fasi del coronavirus, tra l’inverno e la primavera 2020, con le restrizioni e i lockdown hanno portato a un calo globale delle emissioni di anidride carbonica del 5,6 per cento. Se, invece, si guardano i numeri relativi a un anno «normale», come il 2019, si nota come le emissioni di CO2 della Cina siano state pari a 10,18 miliardi di tonnellate, quelle degli Usa 5,29 miliardi e dell’India 2,62 miliardi. L’Italia era 18esima con 337 milioni di tonnellate.

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