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Luca Bonaccorsi (direttore Finanza sostenibile T&E): «Energia nucleare e gas fossile non servono alla decarbonizzazione dell’economia»

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La Federazione Europea Trasporti e Ambiente critica duramente la decisione della Commissione Ue che – alle 22 del 31 dicembre 2021 – ha proposto di inserire il nucleare e il gas fossile tra le fonti energetiche pulite che potranno accedere ai finanziamenti verdi.

“La norma è tagliata su misura per consentire all’Italia di costruire centrali a gas che usufruiranno di sussidi pubblici – dice Luca Bonaccorsi, direttore Finanza sostenibile T&E e membro del Platform for Sustainable Finance della Commissione Ue – ma non serviranno a nulla nella decarbonizzazione dell’economia”.

Nella proposta originale della Commissione Ue per il gas – spiega Bonaccorsi – è stato inserito lo stringente limite dei 270 grammi CO2 eq/kWh per considerare “verdi” le nuove centrali, che avrebbero dovuto comunque essere frutto di una riconversione di vecchi impianti a energie fossili come il carbone. Ma, nella versione presentata la notte di San Silvestro, è apparsa un’aggiunta dell’ultimo minuto: sono considerabili centrali a gas verdi anche quelle che abbiano un “limite medio di emissioni annue da misurarsi su un arco di 20 anni”.

“La misura è disegnata da e per l’Italia, per permettere la proliferazione di centrali turbogas dietro la promessa, inverificabile, che verranno usate poco – dice Bonaccorsi – La scappatoia è disegnata per sostenere il nuovo ‘capacity market’ per il quale gli impianti a gas ricevono ampi sussidi e possono funzionare ‘al minimo’. Oltre al danno dei soldi pubblici per i sussidi al gas qui si aggiunge la beffa: saranno considerati investimenti ‘verdi’ al pari delle rinnovabili. In pratica un produttore energetico potrà emettere un green bond per finanziare l’impianto a gas e per di più incassare i sussidi”.

Dopo i numerosi e lunghi rinvii per la definizione delle proposte, ora gli esperti della commissione per la Tassonomia hanno tempo solo fino al 21 gennaio per commentare le complesse norme. “Una dimostrazione del tentativo di non farci modificare questa norma che, se approvata, vanifica il Green deal europeo, rende impossibile il raggiungimento dei target di Parigi, contraddice l’impegno di Glasgow sulla lotta alle emissioni di metano e danneggia irreversibilmente il tentativo di ripulire la finanza dalle frodi del ‘finto verde’.

A livello europeo – conclude Bonaccorsi – speriamo che il Parlamento europeo e il Consiglio Ue blocchino questa modifica. A livello italiano è urgente che il M5S e il PD rompano gli indugi e aprano la discussione all’interno del governo Draghi e con il ministro Cingolani su questo tradimento della loro base elettorale. Manca davvero poco tempo per evitare un danno ambientale ed economico che l’Italia si porterebbe dietro per i decenni a venire”.

T&E è un’organizzazione no-profit e politicamente indipendente che rappresenta 63 organizzazioni di 26 paesi in tutta Europa, principalmente gruppi ambientalisti che lavorano per politiche di trasporto sostenibile a livello nazionale, regionale e locale.

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