Per superare il rialzo del costo dell’energia, aggravato dal conflitto in Ucraina, i paesi membri dell’Agenzia internazionale per l’energia (Aie) sono pronti a rendere disponibili ulteriori scorte di petrolio. Questo è quanto ha detto il direttore dell’agenzia, Fatih Birol, che ha anche criticato la decisione di Arabia Saudita e Emirati Arabi di non pompare più greggio sul mercato per raffreddare i prezzi. In un’intervista al Financial Times, Birol ha spiegato che il rilascio coordinato della scorsa settimana da parte degli Stati Uniti e di altre grandi nazioni consumatrici di energia di 60 milioni di barili è stata una “risposta iniziale” e che l’Iea è pronta a fare “tutto” per ridurre la volatilità nei mercati energetici causata dall’invasione russa dell’Ucraina.
«Siamo pronti a rilasciare tutto il petrolio necessario», ha detto Birol al Financial Times, osservando che 60 milioni di barili rappresentavano solo il 4% delle riserve petrolifere strategiche totali dei membri dell’Aie. «Stiamo monitorando i mercati e siamo pronti a rilasciare più petrolio dalle riserve». Birol ha aggiunto di aver discusso anche con i paesi produttori di petrolio in Medio Oriente, America Latina e Asia per aumentare la produzione. «Siamo in stretto contatto con diversi paesi produttori» ha detto «che si comportano in modo più responsabile di altri».
«L’Arabia Saudita, gli Emirati e alcuni altri produttori del Medio Oriente hanno una quantità significativa di capacità produttiva» ha concluso Birol «e mi sarei aspettato dall’ultimo incontro dell’Opec+ che quei paesi avrebbero condiviso alcuni messaggi confortanti per i mercati petroliferi globali in termini di aumento delle loro prospettive di produzione. Quell’incontro, dal punto di vista dei mercati, è stato deludente».
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