La consigliera togata del Consiglio superiore della Magistratura, Bernadette Nicotra, voterà sì alla riforma perché “nel testo definitivo non c’è un solo articolo che sottoponga il pm all’esecutivo”.
Lo dice in un’intervista a Il Corriere della Sera.
“La magistratura resta un ordine autonomo e indipendente” — prosegue — “e non potrebbe che essere così: questi principi sono incomprimibili”.
Per Nicotra, inoltre, “la separazione delle carriere può anzi rafforzare un principio fondamentale del giusto processo: la terzietà del giudice”.
A una domanda se la magistratura abbia perso credibilità, “non può ignorarsi il ruolo centrale assunto da quella inquirente nel determinare nuovi equilibri” — risponde — “ma solo una parte minoritaria dei pm ha condizionato le scelte di politica criminale rendendo politicamente ineludibile il problema della separazione delle carriere”.
Perché, dice, “c’è una parte della magistratura che, nell’ansia di dover rendere a tutti i costi giustizia sul caso concreto, ha perso di vista l’esigenza del rigoroso rispetto delle regole processuali e sostanziali dell’ordinamento”.
Nicotra sostiene che un magistrato “non debba etichettarsi né di destra né di sinistra”.
E in merito alle correnti aggiunge: “Sono fisiologiche in tutte le aggregazioni democratiche.
Non bisogna liberarsi delle correnti, ma dal correntismo, che ne è la deriva”.
Quanto al sorteggio, “è il tema più discutibile” — osserva — “ma raccolgo segnali che saranno introdotti correttivi per temperare il sorteggio secco.
E che per i decreti attuativi si ricorrerà al necessario dialogo istituzionale”.








