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Clément Beaune (ministro francese Affari europei): «Carbon Tax e salario minimo: rilanciamo l’Europa insieme all’Italia»

La Carbon Tax e il salario minimo, per evitare il dumping ambientale e quello sociale. Lo afferma il ministro agli Affari europei, Clément Beaune, sottolineando gli obiettivi della presidenza francese, compreso il rilancio dell’Europa con il contributo italiano.

«Infine, la regolamentazione dei grandi attori digitali con le nuove regole Dsa e Dma sulla trasparenza e la responsabilità delle piattaforme» dice in un’intervista a Repubblica. «Più in generale, vogliamo accelerare il dibattito sulla riforma dell’area Schengen e sull’affermazione di un nuovo modello economico europeo che Emmanuel Macron e Mario Draghi hanno difeso insieme. Fondamentalmente l’obiettivo è sempre quello di rafforzare il nostro modello europeo nell’uscita dalla crisi del Covid», commenta Beaune.

«L’Italia è con noi ed è molto credibile su questi temi», sottolinea il ministro francese. «L’accordo di coalizione del governo tedesco ha mostrato un’apertura, presente anche in quello del nuovo governo olandese. Infine, il commissario Paolo Gentiloni farà proposte per una precisa revisione del Patto di Stabilità entro primavera. È troppo presto per dire quanto saranno definite le nuove regole a marzo ma penso che avremo fatto passi politici irreversibili sui principi per finanziare meglio gli investimenti nei settori del futuro», insiste.

Scholz non ha firmato il testo di Draghi e Macron pubblicato sul Financial Times. È il segnale che resta una distanza con la Germania?

«Macron e Draghi stavano discutendo il testo da diversi mesi, ben prima della formazione della coalizione tedesca», precisa Beaune. «Hanno poi voluto condividerlo con il cancelliere Scholz prima della pubblicazione. Non hanno ricevuto alcuna opposizione, il dialogo è in corso. Ci sono ancora sfumature tra le posizioni franco-italiane e quelle tedesche ma c’è un terreno comune su cui lavorare».

Visto da Parigi, il motore dell’Europa è l’asse franco-tedesco. Come può l’alleanza Macron-Draghi cambiare le cose?

«La relazione franco-tedesca ha una dimensione particolare a causa della Storia. Non si tratta di sostituirla, sarebbe un errore per tutta l’Europa. Nel rapporto franco-italiano abbiamo capito durante la crisi diplomatica del 2019 che bisognava strutturare meglio il dialogo. Il trattato del Quirinale ci permetterà di coordinare le nostre posizioni e di avere un impatto più forte a livello europeo. L’arrivo di Mario Draghi ha facilitato la realizzazione di questo lavoro, ma l’idea del trattato è permettere di andare oltre le circostanze», commenta il ministro francese.

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