“La ricostruzione dell’Ucraina non rappresenta soltanto una questione umanitaria o finanziaria, ma un passaggio strategico per la competitività industriale europea.
Con bisogni di ricostruzione stimati in quasi 600 miliardi di dollari e un percorso di adesione all’Unione europea che richiederà investimenti e riforme, il contributo del settore privato è indispensabile.”
Lo ha dichiarato Barbara Cimmino, Vice Presidente per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti di Confindustria, intervenendo alla Ukraine Recovery Conference 2026 di Danzica, in occasione del passaggio della presidenza del Business Advisory Council (BAC) alla Francia, rappresentata da Bruno Hervet rappresentante del MEDEF, CEO Europe e Chairman di SUEZ Consulting.
Il BAC è l’organo consultivo della Ukraine Donor Platform che riunisce 18 leader aziendali provenienti dai principali Paesi donatori e dall’Ucraina, di cui Confindustria ha avuto la presidenza nell’ultimo anno.
“In questi dodici mesi alla guida del BAC abbiamo trasformato il coinvolgimento del settore privato in un programma di azione, con 28 raccomandazioni di policy, 10 iniziative operative e 12 KPIs.
Abbiamo lavorato per creare le condizioni necessarie a mobilitare investimenti privati, dal rafforzamento degli strumenti di mitigazione del rischio allo sviluppo di progetti strategici in infrastrutture, energia e manifattura.
Tra i risultati già avviati c’è il nuovo meccanismo per gli investimenti nelle energie rinnovabili, che punta ad attivare circa 1,5 miliardi di euro.”
“La priorità è ora affiancare efficacemente capitale privato e strumenti pubblici per sostenere la ricostruzione, lo sviluppo industriale e l’integrazione dell’Ucraina nel mercato unico europeo.
Il Report che consegniamo oggi è una piattaforma di lavoro per proseguire questo percorso insieme al Governo ucraino, alla Commissione europea e ai partner internazionali.
Non può esserci ricostruzione senza il contributo delle imprese.”








