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Il cardinale Angelo Bagnasco: «Genova bombardata e da ricostruire, immagini che non si possono dimenticare»

Nel discorso di Zelensky in Parlamento c’è un «richiamo che risveglia situazioni vissute nel dopoguerra». Lo dice il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova dopo le parole del presidente ucraino. «La mia famiglia viveva in piazza Sarzano», prosegue Bagnasco «nella zona antica della città, la più vicina al porto. Si risvegliano quei ricordi che io pur bambino ho visto e vissuto nella città nel dopoguerra». 

Che patrimonio di esperienza le rimane di quel tempo drammatico?

«Sono nato nel gennaio del 1943. I miei genitori mi raccontavano come durante un bombardamento nel novembre del 1942 fossero corsi nella galleria delle Grazie, che aveva un ingresso in Porta Soprana. Mia madre Rosa si era spaventata perché era incinta di me, aveva visto che le scalette erano strette e le «persone tutte ammassate. Ha avuto un momento di paura e di ripulsa. Mio padre l’ha assecondata, non ha voluto entrare e ci ha portato al Cinema Grattacielo. Quando sono usciti, gli altri erano morti. La paura e la preghiera di mia madre hanno salvato tutti e tre».

Venerdì prossimo Papa Francesco consacrerà la Russia e l’Ucraina al Cuore immacolato di Maria.

«È un grande gesto voluto dal Santo Padre che ci troverà tutti uniti, i vescovi del mondo tutti insieme. La Madonna nelle apparizioni di Fatima ha chiesto questa consacrazione. Altri pontefici l’hanno già fatta e ora Papa Francesco la ripete in un momento così difficile», spiega. La preghiera per un cristiano è la più potente delle armi. Ma vi sono anche atti concreti da compiere per giungere alla pace.

Secondo lei chi e come potrebbe agire per ottenerla?

«Continuo a credere nella forza della solida diplomazia, ovvero una diplomazia radicata nella verità e nella buona volontà. Mediatori ce ne sono e la diplomazia svolge il suo compito. Credo» sottolinea «in questa possibilità concreta».

Che cosa significa diplomazia nella verità?

«Senza ideologie, senza lenti e interessi di qualunque natura che offuschino la visione della realtà», conclude.

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