Dal possesso all’uso: la trasformazione dei modelli contrattuali nella mobilità
C’è un cambiamento silenzioso che sta trasformando il modo in cui usiamo l’automobile: sempre meno proprietà, sempre più utilizzo. Non è solo una questione economica o di abitudini di consumo. È una trasformazione che riguarda i contratti, la distribuzione dei rischi e, soprattutto, il modo in cui il diritto guarda alla mobilità.
Ne hanno discusso Marco Calabrò (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) e Alberto Viano (Past President ANIASA), nell’incontro “I contratti dell’automotive e le nuove forme di godimento del veicolo”, tenutosi presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna, nell’ambito del ciclo di seminari Diritto dell’automotive organizzato dal Prof. Avv. Enrico Al Mureden.
Tradizionalmente l’utilizzo dell’automobile è stato organizzato attorno alla proprietà e al leasing finanziario. In quest’ultimo modello il canone riflette l’ammortamento finanziario del bene, l’utilizzatore sopporta i rischi relativi al perimento del veicolo e il contratto prevede normalmente una durata predeterminata con facoltà di riscatto finale.
A partire dagli anni Duemila si è però diffuso con grande rapidità il noleggio a lungo termine, che rappresenta una formula contrattuale sempre più centrale nel mercato della mobilità. In questo modello il veicolo resta di proprietà del noleggiatore, il rischio sul valore residuo grava su quest’ultimo e nel canone sono generalmente inclusi servizi accessori quali manutenzione e coperture assicurative.
Pur richiamandosi alla disciplina della locazione di cui all’art. 1571 c.c., il noleggio a lungo termine presenta caratteristiche economiche e organizzative autonome e si colloca al crocevia tra contratti di godimento, servizi e gestione del rischio.
Particolarmente significativa è proprio la distribuzione dei rischi: mentre nel leasing il rischio di perimento del bene grava sull’utilizzatore, nei contratti di noleggio il rischio è gestito dall’operatore che amministra la flotta e che tende a mutualizzarlo sull’insieme dei veicoli gestiti.
Le implicazioni normative e la responsabilità nel noleggio a lungo termine
L’evoluzione dei modelli di utilizzo ha richiesto anche adattamenti normativi. L’art. 196 del Codice della strada stabilisce la responsabilità solidale del proprietario del veicolo per le violazioni commesse dal conducente. Con le modifiche intervenute nel 2022, la disciplina è stata adeguata al fenomeno del noleggio a lungo termine, prevedendo che la responsabilità solidale ricada sul locatario anziché sul proprietario del veicolo.
Questo intervento legislativo testimonia come il legislatore stia progressivamente prendendo atto della trasformazione del mercato della mobilità, nel quale l’utilizzatore del veicolo non coincide più necessariamente con il proprietario.
L’avvicinamento alla guida autonoma e il ruolo della tecnologia
Parallelamente alla trasformazione dei modelli contrattuali si sviluppa la progressiva automazione della guida. I sistemi di assistenza alla guida, dagli ABS ai più recenti dispositivi ADAS, hanno progressivamente ampliato il ruolo della tecnologia nella gestione del veicolo.
Oggi le automobili sono dotate di sensori, radar e sistemi di visione che consentirebbero, almeno in linea teorica, la conduzione automatizzata del veicolo. Tuttavia, ciò che ancora si sta sviluppando è la capacità dei sistemi di intelligenza artificiale di interpretare il traffico e di prendere decisioni in situazioni complesse.
La guida autonoma presuppone inoltre la creazione di un vero e proprio ecosistema tecnologico, fondato sulla comunicazione tra veicoli, infrastrutture e sistemi di gestione del traffico.
La trasformazione della responsabilità civile nell’era dell’automazione
Questo mutamento tecnologico è destinato a incidere profondamente anche sul sistema della responsabilità civile.
Se nel modello tradizionale il conducente rappresenta il principale centro di imputazione del rischio, nei sistemi di guida automatizzata la responsabilità tende a distribuirsi tra una pluralità di soggetti, tra cui produttori dei veicoli, sviluppatori dei sistemi software, gestori delle infrastrutture e operatori delle piattaforme tecnologiche.
Le prime decisioni giudiziarie sembrano già riflettere questa evoluzione. In un recente caso statunitense relativo a un incidente verificatosi con un sistema di assistenza alla guida, il costruttore è stato ritenuto parzialmente responsabile del danno, nonostante la condotta gravemente imprudente del conducente.
Verso una nuova mobilità fondata sui servizi
Le trasformazioni tecnologiche e contrattuali indicano chiaramente una direzione di sviluppo: l’automobile tende a diventare sempre meno un bene di proprietà individuale e sempre più una piattaforma di servizi di mobilità.
In questo scenario il diritto dei contratti e della responsabilità civile è chiamato a confrontarsi con una ridefinizione profonda delle categorie tradizionali, nella quale proprietà, uso e responsabilità si distribuiscono tra una pluralità di soggetti e di infrastrutture tecnologiche.









