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Allarme Università: tra 18 anni in Italia ci sarà la metà dei diplomati dell’anno in corso | Lo scenario

Nell’ultimo indicatore demografico, l’Istat ha certificato l’ennesimo minimo storico di nascite, l’undicesimo di fila dal 2013. Rispetto ai 577mila del 2008, nel 2023 sono venuti al mondo appena 379mila. Nell’anno scolastico 2022/23, gli studenti iscritti all’ultimo anno della scuola secondaria superiore sono stati poco più di 900 mila. Tra appena 18 anni, il nostro Paese potrà avere meno della metà dei diplomati dell’anno scolastico e formativo scorso solo a condizione di azzerare la dispersione scolastica che ancora si attesta a oltre l’11% superiore di almeno due punti percentuali rispetto alla media europea.

Questi i temi che saranno affrontati nell’evento “Gelo demografico, Istruzione, Transizioni lavorative” organizzato dalla Fondazione Kuliscioff.

In programma venerdì 5 aprile (ore 11) all’Auditorium Gi Group – Piazza IV Novembre 5 a Milano. Ne discuteranno: Marina Brambilla, prorettrice Università degli Studi di Milano, Giovanni Cominelli, componente del comitato scientifico della Fondazione Kuliscioff; Antonio Bonardo, Public Affairs Director – GI Group; Fulvio Matone, direttore generale Polis (Regione Lombardia); Gianni Bocchieri, esperto politiche formative e del lavoro; Fabrizio Sala: componente della VI Commissione Finanza e Commissione per l’Attuazione del Federalismo Fiscale della Camera dei Deputati e Alessia Cappello, assessore allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro Comune di Milano. Modera: Claudio Negro, Fondazione Kuliscioff.

“La Politica si deve incaricare subito di sanare la frattura evidente tra presente e futuro – dichiara Fabrizio Sala già Vicepresidente di Regione Lombardia con delega all’Istruzione, Università e Ricerca – perché la natalità è innanzitutto indice di fiducia in un avvenire ricco di opportunità. Il rattrappimento demografico richiede interventi multidimensionali che devono riguardare contemporaneamente diversi ambiti della vita sociale ed economica del Paese a partire da servizi all’infanzia, dal sistema di istruzione e formazione e dalle politiche attive per il lavoro, che accompagnino l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e le transizioni lavorative di un percorso lavorativo sempre più caratterizzato dall’avvicendarsi di diverse occupazioni”.

“Lo scenario che si prospetta – dichiara Marina Brambilla, prorettrice Università degli Studi di Milano e in corsa per diventare Rettrice della Statale di Milano, annunciando la sua partecipazione all’evento – richiede urgenti riflessioni e individuazione di rimedi inediti, a partire dal sostegno del diritto allo studio in tutte le sue declinazioni sia in termini di borse di studio, sia in termini di residenzialità e altri servizi, unitamente alla capacità di offrire didattica innovativa nei metodi e negli strumenti, così come infrastrutture di ricerca all’avanguardia”.

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