Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Alessandra Cartocci (dottoranda GenOMeC UniSi): «Simuliamo gli effetti dei vaccini con un modello creato per una tesi di laurea. Ecco come evolverà la pandemia»

Un modello matematico per comprendere meglio la pandemia di Covid e prevedere gli effetti di vaccinazioni e lockdown in Italia. Il lavoro è dei ricercatori della Facoltà di Bioingegneria dell’università di Siena, che, partiti da una tesi di laurea, hanno raccolto ed elaborato dati pubblici sul Covid-19, e hanno pubblicato uno studio sul “Journal of Biomedical Informatics”. A spiegarlo è Alessandra Cartocci, dottoranda di GenOMeC al dipartimento di Biotecnologie Mediche dell’università di Siena e prima autrice dell’articolo.

«Stiamo utilizzando il modello per una tesi di laurea in Medicina, in cui ci proponiamo di valutare gli effetti dei vari vaccini disponibili nei prossimi mesi. Le simulazioni farebbero intendere che, se si adottano strategie ottimizzate, con l’attuale ritmo di vaccinazioni, la pandemia in Italia può essere totalmente azzerata tra la fine di luglio e l’inizio di agosto 2021. In particolare, se si privilegia la tutela della salute, minimizzando i decessi, occorre completare le vaccinazioni in rigoroso ordine inverso di età. Se viceversa si vuole azzerare il prima possibile gli infetti, la strategia ottimale è più variegata e coinvolge vaccinazioni nelle classi dei più giovani (16-30 anni), intermedie (40-60) e più elevate di età (sopra i 90 anni)».

A spiegare meglio il modello ci hanno pensato anche Paolo Barbini e Gabriele Cevenini, ordinari di Bioingegneria a Siena, coautori dell’articolo ed esperti di modellistica dei sistemi biomedici/sanitari e di metodi di aiuto alla decisione clinica. «Questo modello può aiutare a comprendere meglio le dinamiche del fenomeno pandemico, per gruppi di età e sesso. Inoltre, è in grado di prevedere in anticipo gli effetti di misure di contenimento quali le vaccinazioni o i lockdown e guidare così i decisori verso scelte ottimali che vadano ad agire sulle classi più infettive o più a rischio».

Quella elaborata a Siena è un’estensione del cosiddetto modello Sird (Susceptible-Infected-Recovered-Deceased), in versione tempo-variante e stratificato per classi di età e sesso, secondo dati provenienti dalla Protezione civile e dall’Istituto superiore di Sanità, raccolti dal laureato in Ingegneria gestionale Riccardo Gimignani per la sua tesi. «L’uso dei modelli a compartimenti stratificati per gruppi di popolazione, combinato con tecniche di contenimento guidate e mirate, può rappresentare un sistema efficace per frenare tempestivamente, limitare i danni, o addirittura bloccare sul nascere, pericolose epidemie/pandemie quali quella del Covid-19 attualmente in corso», spiegano i ricercatori.

«È estremamente importante avere dati pubblici di buona qualità e soprattutto stratificati per gruppi di popolazione, per consentire a tale modello di esprimere al massimo le sue potenzialità. I dati attualmente disponibili sono migliorabili e incompleti, tant’è vero che, per poter usare il modello Sird distribuito, abbiamo dovuto filtrarli e ricostruirli in parte. Il modello può simulare qualsiasi azione di contenimento a partire dalla condizione iniziale» della pandemia, conclude Cartocci.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.