“Putin ha già perso la sua guerra. Non ha centrato nessuno degli obiettivi politici iniziali. L’Ucraina non aderirà alla Nato, ma resterà autonoma dalla Russia, un’autonomia vera sul modello della Finlandia. Del resto, anche i finlandesi combatterono eroicamente contro i russi, come oggi stanno facendo gli ucraini”.
Lo afferma Vittorio Emanuele Parsi, docente dell’Università Cattolica di Milano, dove dirige l’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali, componente del gruppo di indirizzo strategico del ministero degli Esteri, in una INTERVISTA ad Italia Oggi.
“Niente è andato come Vladimir Putin pensava. Aveva programmato una guerra breve, e invece gli ucraini stanno resistendo contro ogni sua aspettativa; l’opinione pubblica russa, aldilà della propaganda e della repressione, sta facendo i conti anche con i propri morti e con un isolamento internazionale che fa montare il lievito della protesta; rispetto agli alleati cinesi, ora Putin si trova in una posizione di inferiorità, non può più vantare di essere un temibile decisionista che vince sempre”.
Nel contempo, aggiunge, “ha rivitalizzato la Nato e anche l’Unione europea, che al vertice di Versailles ha messo un punto fermo su indipendenza energetica, politica e militare. Mostrando una consapevolezza che non aveva mai avuto prima” e “almeno fino a quando ci sarà Putin a guidarla, tutto quello che circonda la Russia è contro la Russia”.
E di Zelensky e della sua ammissione che il Paese non entrerà nella Nato dice: “”Ha calato sul tavolo una carta nuova, che si somma alle difficoltà militari dei russi e anche alla consapevolezza che gli stessi oggi hanno che non vi è più nessuna certezza sul come finirà la guerra che hanno innescato”, “oggi Zelensky può sedersi al tavolo offrendo appunto una soluzione finlandese. La Finlandia nel 1939 ha resistito all’Unione sovietica, conquistandosi un’autonomia vera, rispettata dagli stessi russi. Non propriamente quello che Putin aveva in mente per l’Ucraina”.








