«Occorre sempre giudicare sulla base dei comportamenti e del merito». Questo quanto afferma Luciano Violante, magistrato, ex presidente della Camera, in merito alla stagione di riforme costituzionali aperta dal governo Meloni, con il presidenzialismo in agenda: l’opposizione deve sedersi al tavolo, “bisogna sempre confronto” dice in un’intervista al QN. «I pregiudizi sono sempre sbagliati» aggiunge. «Dall’altra parte, capisco che un governo nuovo abbia l’ambizione di essere presente subito in campi particolarmente qualificanti, ma io non mi farei prendere dall’ansia».
«Si può discutere senza l’ansia di dover produrre qualcosa di immediato». Concentriamoci «sulle cose che si possono fare rapidamente e che possono essere efficaci mentre in parallelo si ragiona su quelle più complesse». È necessario «un riassetto di alcune parti del sistema costituzionale. Quello attuale risponde a una società semplice, lenta e fortemente nazionale. Oggi le società sono complesse, veloci e interdipendenti. Le democrazie devono adeguarsi allo statuto socioculturale della società nella quale operano». Costruire il presidenzialismo o il semi-presidenzialismo «non è impossibile, ma è complicato».
«In secondo luogo, come si è visto soprattutto con gli ultimi presidenti, negli Stati Uniti la formula non risolve la crisi della governabilità rispetto al Congresso. In Francia, Macron non ha una maggioranza e governa appoggiandosi via via ai volenterosi che lo sostengono. Il che non significa che non si possano studiare pro e i contro di un presidenzialismo italiano». Quello che «è sbagliato è importare sistemi di altri Paesi. Bisogna cercare, invece, la forma di democrazia che si adatti meglio allo specifico Paese e alle condizioni politico-culturali della fase storica».








