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Vincenzo Amendola (Ministro per gli Affari Europei): «Recovery, ora bisogna accelerare. In gioco ci sono in tutto 300 miliardi»

«Il lavoro sul piano nazionale di ripresa si era interrotto il 7 dicembre, quando IV ha posto una serie di rilievi, che questa due giorni di verifica credo abbia contribuito a chiarire. Ora però bisogna accelerare». Così in un’intervista a Repubblica il Ministro per gli Affari Europei Enzo Amendola.

Crisi rientrata? «Io rimango fedele all’interesse generale del Paese», risponde. «In ballo non ci sono solo i 209 miliardi del Recovery, ma altri 100 miliardi del bilancio europeo, più le risorse stanziate in Finanziaria. Perdere questo treno sarebbe da irresponsabili».    

Sulla governance, afferma il Ministro, l’Europa richiede «una unità di missione che sia responsabile del monitoraggio e di una rapida esecuzione dei progetti», ma «nessuno ha mai pensato che potesse sostituirsi ai ministeri, alle Regioni e agli enti locali. Così come ci siamo riuniti sui progetti, anche sulla governance si troveranno le modalità migliori: l’Italia non è medaglia d’oro in quanto a capacità di spesa delle risorse europee».

L’Italia, aggiunge, non è in ritardo con il piano. «Adesso siamo nella fase più delicata, quella della decisione dei progetti. Non mi sembrano scelte da prendere in 24 minuti per far contento qualcuno». Sulle obiezioni di Renzi poi dichiara: «sono un ottimista e quindi credo che le obiezioni siano mirate a migliorare il piano». 

Riguardo la possibilità che, chiuso il Recovery, si apra la partita del rimpasto, Amendola conclude: «non possiamo festeggiare a luglio un grande successo negoziale e a dicembre parlare di crisi: non sarebbe ben visto in Italia come in Europa. Quanto al rafforzamento del governo mi affido alla sagacia del mio segretario». «Se questa legislatura venisse interrotta brutalmente, fatte salve le prerogative del capo dello Stato», aggiunge, «non avremmo alternative al voto. Ovviamente ci andremo con chi in questi mesi ha lavorato con noi, i 5S e Conte premier, così come Leu».  IV fuori? «Parliamo di uno scenario che non esiste».

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