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Valerio Natalizia (Sma Italia): «L’Italia ha un “tesoro solare” non utilizzato. Bene attenzione del governo sulla sostenibilità, ma strada ancora molto lunga»

Valerio Natalizia, amministratore delegato di Sma Italia, attivo nella produzione di inverter e di soluzioni integrate per il mercato fotovoltaico, è intervenuto in occasione della Giornata internazionale del risparmio energetico.

«Siamo certamente contenti che il nuovo esecutivo abbia scelto tra i suoi punti chiave l’attenzione verso la sostenibilità ma la strada è ancora molto lunga. Al di là dei vari piani sull’energia e sul clima approvati sulla carta negli ultimi anni, i dati parlano chiaro: in Italia fino a oggi si è fatto ancora poco, nonostante abbiamo valori di irraggiamento solare tra i migliori in assoluto».

Natalizia parla di chance persa. «Una vera occasione mancata, se si considera che, grazie al solare, è possibile arrivare a utilizzare una buona percentuale di energia autoprodotta nella vita di tutti i giorni. In questo modo non solo si farebbe sempre meno ricorso a fonti di energia inquinanti evitando anche inutili sprechi, ma i cittadini otterrebbero un risparmio in bolletta fino all’80%, equivalente a migliaia di euro all’anno. Si parla infatti di più di 2.500 euro annuali con un impianto fotovoltaico all’avanguardia, senza considerare poi la riduzione di emissioni di CO2, che supererebbe le 5 tonnellate annue».

Il Superbonus 110% è stato un passo in avanti fondamentale per promuovere gli interventi di riqualificazione energetica nelle case e non solo. «Siamo letteralmente “seduti su un tesoro solare” che può promuovere nuove forme di consumi e sostenibilità. Una su tutte lo sviluppo delle comunità energetiche, intese come un gruppo di soggetti, per esempio comuni, condomini, famiglie o cooperative, capaci di produrre, consumare e condividere energia nel rispetto del principio di autoconsumo e autosufficienza, utilizzando impianti che producono energia pulita e rinnovabile. A livello tecnologico noi siamo pronti, e attendiamo fiduciosi che la normativa predisposta in merito veda finalmente un’attuazione diffusa, come avviene già in alcuni Paesi europei», conclude Natalizia.

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