“La maggiore autonomia rischia di amplificare i divari territoriali nel diritto alla salute. Per questo ogni ulteriore attribuzione di competenze in materia sanitaria deve essere accompagnata da efficaci strumenti di perequazione e da una valutazione preventiva dei suoi effetti sull’equità del Servizio sanitario nazionale”.
È quanto evidenzia la Svimez nel corso dell’audizione presso la commissione Affari Costituzionali della Camera, nell’ambito dell’esame degli schemi di intesa per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia alle regioni richiedenti.
“Le richieste di autonomia differenziata avanzate da Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto in materia di tutela della salute riguardano aspetti centrali per il funzionamento dei sistemi sanitari regionali, dalla gestione delle risorse finanziarie agli investimenti, fino alle politiche per il personale sanitario”, sottolinea l’associazione.
Tali competenze “non possono essere valutate esclusivamente dal punto di vista delle Regioni richiedenti, poiché incidono direttamente sulla capacità dei sistemi sanitari di garantire servizi, personale, investimenti e tempi di accesso alle cure”.
Svimez richiama l’attenzione sul fatto che “le intese prevedono che le funzioni aggiuntive siano esercitate nei limiti delle risorse regionali disponibili e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. In assenza di un federalismo fiscale regionale pienamente attuato e di adeguati meccanismi perequativi, le regioni con maggiore capacità fiscale potrebbero finanziare più facilmente politiche sanitarie aggiuntive, rafforzando ulteriormente la qualità e l’attrattività dei propri servizi”.
Il rischio è quello di “un inasprimento della competizione tra sistemi sanitari regionali: da un lato le regioni più forti potrebbero attrarre più pazienti e più personale sanitario; dall’altro, i sistemi già più fragili potrebbero subire una perdita di risorse e maggiori difficoltà nel reclutamento del personale, con un conseguente indebolimento dell’offerta sanitaria”.








