Legare l’utilizzo dei fondi provenienti dal bilancio Ue al rispetto dello Stato di diritto nei singoli Paesi membri dell’Unione faceva parte del “pacchetto” concordato nel Consiglio Europeo dello scorso luglio. Lo ha sottolineato il premier olandese Mark Rutte, a margine del Consiglio Europeo a Bruxelles, mentre le trattative sull’Mff 2021-27 tra Consiglio e Parlamento sembrano essersi incagliate.
“L’accordo di luglio – ha detto Rutte – era su un pacchetto e sono riuscito, e non è stato facile, ad assicurare una maggioranza politica nel mio Parlamento su quell’accordo”.
“Naturalmente – ha aggiunto Rutte – la ratifica ufficiale della decisione sulle risorse proprie deve arrivare più tardi, ma in questa fase c’è un impegno politico da parte del Parlamento olandese sul pacchetto concordato in luglio. Parte dell’accordo era la condizionalità al rispetto dello Stato di diritto, che è stata messa nero su bianco, dettagliata, forgiata. Non è insolito che in una fase come questa ci siano dibattiti intensi sui dettagli più minuti di quello che è stato scritto”.
“Ora – ha proseguito il premier olandese – c’è una proposta tedesca per arrivare ad un accordo nel Consiglio e con il Parlamento. Noi pensiamo che quella proposta non è ancora al livello che vorremmo, ma in linea generale sosteniamo la Germania nel tentare di raggiungere un accordo”.
“Non pensiamo però – ha aggiunto – che questa proposta sia sufficientemente buona: dovrebbe essere migliore e speriamo anche che il Parlamento sia molto duro su questo e che si impegnerà anche a far sì che rimaniamo molto vicini a quello che avevamo concordato in luglio”.
“Tutti vogliono assicurarsi che quello che è stato concordato politicamente in luglio venga anche messo nero su bianco in un testo giuridico e che venga ratificato dai rispettivi Parlamenti. Questo è ancora possibile”, ha concluso Rutte.








