Da un’analisi fatta da Demoskopika dal titolo “Turismo in Quarantena” emergono dei numeri allarmanti. Oltre 40 mila imprese del comparto turistico italiano rischiano il fallimento a causa della perdita di solidità finanziaria dovuta all’emergenza Coronavirus. Questo, secondo il report, porterebbe ad una contrazione del fatturato di almeno 10 miliardi di euro. Uno scenario, secondo il prospetto, nella ipotesi di una graduale cessazione degli effetti della crisi sanitaria e nella quasi totale assenza di provvedimenti mirati per la ripresa del sistema turistico da parte delle istituzioni ai vari livelli.
Numeri che avrebbero una immediata ripercussione sul mercato del lavoro con 184mila posti a rischio. I sentori di questa contrazione si sono avvertiti già nei primi tre mesi dell’anno dove il saldo tra le imprese iscritte e quelle cessate è pari a quasi 7 mila unità in meno, contro un calo di 6 mila del primo trimestre 2019. Ovvero il peggiore bilancio della del sistema turistico dal 1995 ad oggi. Demoskopika ha tracciato anche il prospetto dei turisti: 143milioni di turisti in meno per un totale di 18 miliardi di spesa turistica in fumo.
Il report, scritto dal presidente dell’Istituto di ricerca, Raffaele Rio è una stima – si precisa in una nota dell’Istituto – assolutamente per difetto se si considera che, a differenza dell’incoming, il calcolo del calo della spesa e dei flussi turistici, relativo alla sola componente italiana, è circoscritto esclusivamente al periodo pasquale e ai mesi più tradizionali del periodo estivo: luglio e agosto, ipotizzando uno scenario di graduale ripresa a partire dal prossimo mese di giugno. “L’anno 2020 – ha detto Rio – potrebbe essere il peggiore e quando tutto sarà finito, l’Italia dovrà essere pronta. Altrimenti sarà una Waterloo per il nostro sistema turistico”.








