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Giulio Tremonti (ex ministro Finanze): «La riforma del catasto è un suicidio, una scatola vuota»

Secondo l’ex ministro delle Finanze, Giulio Tremonti questo «impianto provvidenziale» è una «scatola vuota». La riforma del catasto «è un suicidio» e l’impianto della delega fiscale del governo Draghi è «tipico della legislazione preilluministica, benevola, generica e provvidenziale. Come dire: l’imperatrice Maria Teresa avrà cura del popolo della Carinzia».

«Per il taglio del cuneo fiscale» prosegue Tremonti in un’intervista a La Stampa, «vengono stanziati tre miliardi in due anni». Troppo poco. «Ricorda la storia del tizio che va al bar, ordina da bere per tutti e poi chi paga? Voi. L’essenza della politica sono le imposte», sottolinea. «Le elitè non lo capiscono, ma la casa è il dna dell’Italia e ne riflette una storia di sacrifici e sofferenze. La revisione del catasto come è astutamente congegnata, tra detto e non detto. Non lo dico per il comportamento della Lega, ma dal punto di vista degli italiani», tanto che l’approccio usato dal governo «forse è incostituzionale, si chiede al Parlamento una delega che verrà completata alla fine della prossima legislatura».

«La tempistica di questa riforma mi impressiona», sottolinea Tremoti, perché «a prescindere dal catasto, la delega dovrebbe essere operativa entro 18 mesi. Così si va oltre questa legislatura. Mi sembra un vizio costituzionale. Può essere corretto che un governo recuperi una delega scaduta, ma che metta per iscritto di andare da una legislatura all’altra è discutibile».  

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