L’Italia della connettività corre veloce e accorcia le distanze con l’Europa.
Secondo l’ultimo report Idate, presentato in collaborazione con Ftth Council, il nostro Paese ha raggiunto una copertura in fibra ottica Ftth (Fiber To The Home) del 72%, avvicinandosi sensibilmente alla media Eu27+Uk (76,8%).
L’Italia si trova al quarto posto per incremento di nuove unità abitative cablate e al quinto per crescita del numero di abbonati, in un mercato europeo sempre più orientato allo switch-off delle vecchie reti.
Tuttavia, il tasso di adozione, pur crescendo, resta al 30%, inseguendo ancora a distanza la media Eu27+Uk del 54,9%.
In questo scenario, Open Fiber si conferma il perno della trasformazione digitale italiana.
Il 54% degli utenti italiani che navigano su connessioni 100% fibra lo fa sulla rete realizzata dall’azienda guidata da Giuseppe Gola, che mantiene la sua leadership nel mercato Ftth dal punto di vista dei clienti ma anche dell’estensione della rete.
Dall’ingresso sul mercato, nel 2017, a oggi, Open Fiber ha infatti contribuito in modo rilevante a portare la copertura nazionale dal 22% al 72% attuale.
Con 17,2 milioni di unità immobiliari connesse in Ftth e 3,9 milioni di clienti attivi a oggi, l’infrastruttura di Open Fiber è la più estesa d’Italia e tra le più rilevanti d’Europa: è il principale operatore Ftth non incumbent e primo tra i wholesale-only.
Un risultato frutto di investimenti per 11 miliardi che hanno permesso di realizzare circa 165.000 km di infrastruttura, pari a 36 milioni di chilometri di fibra ottica posata.








