“Il contributo dell’immigrazione è fondamentale per tenere in equilibrio il bilancio dello Stato.
Il governo lo sa, ma quando deve fare delle scelte agisce in senso opposto”.
Così alla Stampa Tito Boeri, ex presidente dell’Inps e docente alla Università Bocconi, che definisce “schizofrenico” l’atteggiamento dell’esecutivo di Giorgia Meloni.
“Per anni – sostiene hanno predicato l’odio nei confronti degli immigrati.
Adesso che per questioni di bilancio dovrebbero favorire un atteggiamento più attento, come dimostra la prudenza di Giorgetti, si trovano in difficoltà rispetto al loro elettorato e sono costretti a scelte suicide come quella sulla protezione speciale”.
Invece “dovrebbero tener conto delle esigenze delle imprese, e quindi fare decreti flussi più importanti, superando il livello degli 80 mila ingressi”.
Rispetto alla proposta di Meloni sul lavoro femminile, “è un errore clamoroso, le cose vanno di pari passo.
Più immigrati vuol dire più badanti e più donne che lavorano perché sgravate dai compiti di cura.
E lo stesso vale per la natalità. Per le donne fare i figli e fare carriera è impossibile”.
Il nuovo Rdc “toglie l’unico strumento universale che avevamo di contrasto alla povertà.
Si introduce una serie di condizioni di appartenenza a categorie prive di significato: sono proprio le persone con minori e disabili in famiglia che hanno bisogno di lavorare per guadagnare.
È davvero una visione contorta, ispirata dal desiderio di fare cassa”.








