Tra shock dei prezzi di gas ed elettricità e l’incognita inflazione, la tempesta perfetta è arrivata nelle tasche dei consumatori. Questo quanto sostiene Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, che auspica una Robin Hood tax più mirata, o meglio ancora, una misura come quella del governo spagnolo, alleggerire le famiglie del caro-bollette.
Ora si toccano con mano i rincari, quanto spenderanno di più le famiglie italiane per le bollette luce e gas?
Il conto è presto fatto: con un consumo medio annuo di 70 miliardi di KWh per le sole utenze residenziali, le famiglie italiane dovranno tirare fuori circa 10 miliardi di euro in più: una maggiore spesa che fatalmente si tradurrà in minori acquisti.
Per Confesercenti è già allarme Natale. Il governo avrebbe dovuto fare di più?
«Come misura tampone, gli interventi per circa 2,8 miliardi di euro decisi con la manovra vanno bene. Ma per neutralizzare l’effetto del caro-energia servirebbe ben altro perché, al di là di alcune cause congiunturali come stoccaggi ai minimi e forte domanda di gas dalla Cina, la verità è che siamo di fronte a un mercato impazzito. Alla politica servirebbe più coraggio. La Robin Hood tax introdotta da Tremonti nel 2008 non è un precedente valido, perché l’aumento dell’addizionale Ires non aveva effetti in bolletta, e comunque il balzello così come formulato si è rivelato addirittura incostituzionale».
«Meglio sarebbe una misura come quella del governo Sanchez in Spagna, ma non la si vuole adottare per non creare contraccolpi alle grandi imprese ancora controllate dallo Stato. Altre opzioni, come i contributi di solidarietà pescati dai redditi alti, confermano che si procede per tentativi. Ma intanto la speculazione fa festa e i consumatori tremano».
La preoccupa l’andamento dell’inflazione?
«La verità? Mi aspettavo anche di peggio rispetto all’aumento dal 3% di ottobre al 3,8% di novembre, registrato dall’Istat. Mi preoccupa di più la perdita di potere d’acquisto delle famiglie. Come Nomisma Energia abbiamo calcolato che dal primo gennaio le bollette del gas aumenteranno addirittura del 50%, e quelle dell’elettricità del 17% se non oltre. Significa che senza interventi del governo, una famiglia media spenderà almeno mille euro in più l’anno».
Quanto crede durerà la corsa dei prezzi delle commodity?
«Nelle nostre stime, già da gennaio prevediamo una discesa. Il prezzo del gas potrebbe scendere dai 90 euro a MWh di oggi a circa 56 euro nel 2023, e fino a 35 nel 2023, ancora ben lontani dai prezzi del 2020, quando la media era di 10 euro al MWh».
Vede il rischio di un blackout europeo, come ha detto il ministro Giancarlo Giorgetti?
«Se il titolare dello Sviluppo economico parla, lo fa a ragion veduta. Io però vedo più probabile che si verifichino interruzioni di energia piuttosto che veri e propri blackout prolungati».
Basteranno rinnovabili e idrogeno a tirarci fuori dalla tempesta perfetta?
«So di avere una posizione impopolare, ma non credo che la soluzione passi per quella strada. Le rinnovabili non bastano, trovo assurdo che siano ancora oggetto di incentivi. E l’idrogeno avrà bisogno di anni per contribuire al mix energetico e calmierare i prezzi. Molto meglio rimettere in funzione le centrali a carbone, che aspettare il miracolo green senza fare nulla».
Per saperne di più:








