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Stefano Meloni (Presidente Cda Unieuro): «Italia e Francia insieme possono spingere la ripresa dell’Europa»

Italia e Francia possono spingere la ripresa dell’Europa. Ne è convinto Stefano Meloni, oggi alla guida di Unieuro, che in un’intervista al Corriere della Sera ha affermato: «i luoghi comuni, come quello dei cugini che sono come gli italiani di cattivo umore, sono difficili da sfatare. Ogni tanto però bisognerebbe guardare i numeri. Sono due popoli che non solo condividono valore, arte, cultura ma anche due economie fortemente interconnesse e complementari».

Dati alla mano, Meloni ha ricordato che «l’interscambio è di 80 miliardi annui che fa della Francia il secondo Paese per l’export italiano, poco dietro la Germania ma cinque volte la Cina. Con un surplus commerciale costante tra i 10 e i 15 miliardi all’anno a favore dell’Italia. Pur essendo la seconda manifattura d’Europa e il quinto Paese per surplus commerciale industriale. Ogni tanto dovremmo ricordarlo».

«È vero, Parigi ha le grandi industrie, gruppi molto solidi, tutelati dallo Stato, ben rappresentati nei centri decisionali europei ben più delle imprese italiane. Aziende eccellenti alle quali mancano dimensione e sostegno di un sistema Paese in grado di indirizzarle e spingerle, almeno sinora, verso nuovi e maggiori orizzonti. Una grande occasione, anche per aumentare il numero delle aziende quotate, potrebbe rivelarsi l’integrazione di Borsa in Euronext. Il punto saranno le condizioni di governance».

Il governo ha appena presentato il Piano nazionale di ripresa e resilienza… «La situazione italiana sta migliorando. C’è un governo autorevole, l’opportunità del Recovery e l’incertezza in Germania sulla successione della cancelliera Merkel, che ha rappresentato per la Francia il principale partner della politica europea».

L’Italia potrebbe contare di più? «Ci sono tutte le condizioni. Sarà necessario creare multinazionali globali europee ad elevata capitalizzazione per reggere la concorrenza asiatica e americana. Per competere nelle tecnologie più avanzate, nell’intelligenza artificiale, nell’aerospazio e nella meccatronica. Anche nella moda c’è spazio per costruire un grande polo italiano globale. Ripeto: contare di più significa anche essere più presenti e presidiare le istituzioni con maggiori possibilità di difendere e promuovere gli interessi dell’Italia».

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