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Stefano Folli (La Repubblica): «La telefonata di Mattarella a Macron condivisa con il Governo»

“La mediazione del Quirinale con Parigi sulla crisi dei migranti è avvenuta sulla base di un’intesa con il governo Meloni”.

Lo scrive Stefano Folli su Repubblica ricordando che “non ci sarebbe quasi bisogno di sottolinearlo, se si considera che il presidente della Repubblica, secondo Costituzione, non può prendere iniziative all’insaputa del premier incaricato o addirittura contro la volontà di questi.

Da una tale ovvia considerazione derivano alcune conseguenze.

La prima: Mattarella non ha certo delegittimato l’esecutivo in carica, al contrario ha colto nella posizione italiana alcuni punti di verità. In concreto, ha poco senso accapigliarsi sulla Ocean Viking o su altre navi in cerca di un approdo, quando è evidente che è urgente ripensare l’intero sistema degli sbarchi nel Mediterraneo.

Per cui — secondo punto — i soccorsi in mare devono essere garantiti sempre, per ragioni umanitarie che è impossibile non vedere, ma sarebbe segno di autolesionismo chiudere gli occhi di fronte alla realtà: l’Europa esiste se si dimostra capace di definire una linea comune volta ad affrontare il tema delle migrazioni.

Il che — terzo punto — equivale a tracciare una politica verso i Paesi del Nord Africa, con riferimento ai turpi commerci che vi si svolgono a danno di decine di migliaia di esseri umani.

È ovvio – sottolinea Folli – che la telefonata tra Mattarella e Macron non ha affrontato, né poteva farlo, il complesso dei problemi che hanno determinato la frattura tra Roma e Parigi.

Tuttavia essa è utile per l’essenziale, cioè per evitare che il solco si trasformi in una lacerazione irrimediabile.

In quel caso a pagare il prezzo sarebbe in primo luogo il nostro governo nazional-sovranista, che non è in grado di sopportare un isolamento in Europa avendo dalla propria parte Malta, Cipro e la Grecia e contro le cancellerie che contano: si pensi al patto di stabilità e ai fondi del Pnrr…

Peraltro nemmeno Parigi, per certi aspetti soprattutto Parigi, può immaginare di uscire indenne da uno scontro con un Paese fondatore della comunità europea, qual è l’Italia.

Mattarella non ha messo sotto tutela il governo Meloni, né potrebbe farlo senza aprire una crisi istituzionale.

Si è limitato – conclude – a svelenire il rapporto con Parigi, il che è nell’interesse della premier che in queste ore si trova a Bali”.

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