Per Stefano Bonaccini, Presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza Stato-Regioni, per uscire dalla crisi di Governo bisogna rimettere «immediatamente al centro i bisogni degli italiani». Lo afferma in un’intervista a Il Mattino, in cui si sofferma sulle priorità cui dare la precedenza, come affrontare la pandemia, la crisi economica e approvare un piano di ricostruzione da 209 miliardi. Ciascuno, spiega, «si deve misurare con queste priorità assolute, altro che crisi politiche ed elezioni anticipate».
Bonaccini dichiara di avere stima «del Presidente Conte, con cui ho collaborato molto bene, e non concepisco i veti personali. Ma io mi occupo dei problemi che le ho indicato e chiedo un Governo all’altezza di questo compito, adesso, non fra sei mesi. Le forze politiche si accordino com’è loro dovere e indichino una soluzione responsabile al Capo dello Stato».
L’inedita apertura di credito venuta dall’Europa «e le risorse straordinarie del Recovery Fund per l’Italia hanno come presupposto un Governo affidabile e saldamente ancorato all’Unione europea». A Bonaccini «pare una condizione sufficiente per non rimanere prigionieri di piccole logiche egoistiche». La politica «ha il compito di trovare soluzioni e dare risposte concrete, non di arroccarsi su veti personali. Vale per Conte come vale per Renzi», il quale, «ha commesso un grave errore: non si apre una crisi al buio nel mezzo di una pandemia».
Secondo Bonaccini, Conte ha «tutti i titoli per formare un nuovo Governo». Le elezioni sarebbero «il fallimento di chi ha la responsabilità di governare in questo momento», una porta «spalancata alla destra e una rottura, di fatto, con l’Europa». Venendo al piano vaccinale «il problema adesso è la disponibilità dei vaccini da parte delle grandi aziende produttrici, che non stanno rispettando i tempi di consegna previsti dai contratti: fatto gravissimo. Su questo non c’è spazio per divisioni: da una parte c’è l’Italia, dall’altra multinazionali che non rispettano gli impegni. Quanto poi ai criteri di distribuzione interna, un accordo lo abbiamo sempre trovato e lo troveremo ancora. L’obiettivo rimane vaccinare nel minor tempo possibile quanti più cittadini».








