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Marcello Sorgi (La Stampa): «Panico Covid: basta lanciare l’allarme assoluto per ogni novità»

Il panico da Covid ha colpito tutti, passando spesso per lo stesso sistema mediatico, che spesso reagisce in maniera sproporzionata, «con l’allarme assoluto». A evidenziare questa tendenza è l’editorialista Marcello Sorgi, commentando il caso della variante Omicron.

«L’allarme per la variante Omicron continua a crescere, sebbene per fortuna le prime notizie fornite dagli scienziati di fronte a questa nuova insidia del Covid siano più rassicuranti di quanto poteva sembrare di primo acchito», scrive su La Stampa.

«Gli ultimi tre giorni in cui purtroppo il mondo – dicasi il mondo intero – ha reagito alla nuova minaccia della variante Omicron chiudendosi, o preparandosi a chiudersi e a bloccare le frontiere, ci lasciano infatti una lezione sulla quale sarà opportuno riflettere, per il futuro, e cioè: ogni novità, piccola o grande, che riguardi il Covid, entra immediatamente nel meccanismo mediatico-scientifico-politico che ormai ci governa, senza distinzione tra Paesi e porzioni di paesi, Occidente e Oriente, aree ricche e meno ricche».

«Dappertutto» osserva Sorgi «questo sistema integrato reagisce allo stesso modo, con l’allarme assoluto. E quando poi questa inquietudine si ridimensiona, per ragioni diverse come l’evidenza, i risultati scientifici, gli interessi economici, è sempre troppo tardi per tornare indietro».

«L’esperienza della variante Delta lo dimostra: presentata come subdola, invasiva, perniciosa, in grado di demolire le poche certezze maturate in un anno e mezzo di pandemia, è apparsa col tempo assolutamente tollerabile. Perché allora la reazione dei governi continua a essere la stessa, dal vertice dei ministri della Salute europei alla stretta sui controlli del Ministero dell’Interno, in vista dell’entrata in vigore del Super Green pass dal prossimo lunedì? Perché, va detto e ripetuto, non è certo il momento di abbassare la guardia. E solo attenzione e disciplina dei cittadini possono garantire il diritto alla salute e alla mobilità».

«Ma anche perché, è inutile negarlo, una volta innescati, i nuovi allarmi sono difficili o impossibili da disinnescare: si tratti di giornali e tv che faticano ad aggiustare la rotta, degli scienziati che prima di tutto preferiscono la prudenza, e dei politici che non riescono a trovare la sintesi. Guardano i sondaggi, vedono che la gente è angosciata e l’assecondano. Anche se è l’esatto contrario di quel che dovrebbe fare una classe dirigente, chiamata sempre a scegliere, ad avere un ruolo di guida e ad assumersi le proprie responsabilità».

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