Non è servita l’ordinanza del Governatore della Sicilia Musumeci che sanciva l’apertura delle strutture alberghiere ed extralberghiere in tutta la Regione. Nessun cliente si è presentato alla reception nei luoghi più caratteristici e la situazione in questa Fase 2 si fa complicata. “Abbiamo zero clienti e il personale in cassa integrazione in attesa che qualcosa cambi – lo afferma all’Ansa, Gisella Catanzaro, direttrice del ‘Grand hotel Wagner’ di Palermo – il turismo degli alberghi non è come riaprire una bottega, si deve ricostruire, ha bisogno dei suoi tempi, purtroppo quello che abbiamo perso è il mondo del business, con lo smart working si lavora da casa quindi non si è costretti a viaggiare”. Per la direttrice “c’è da ricostruire tutto daccapo, manca una comunicazione chiara sulla sicurezza, mancano i trasporti, tutte le prenotazioni sono state cancellate. E in capo a noi ci saranno anche tante responsabilità: pulizie, sanificazioni, percorsi dedicato, stop al buffet. Come facciamo senza nemmeno un cliente?”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Costanza Giotti presidente del gruppo ‘Luxury private properties’ e proprietaria di diversi alberghi di lusso. “Ci sono troppe incertezze troppi rischi d’impresa. Abbiamo avuto tantissime cancellazioni, la chiusura dei voli internazionali, la riduzione di quelli nazionali e delle navi traghetto. Non ci sono i presupposti minimi per riaprire. Una situazione drammatica – conclude – sopratutto per una regione come la Sicilia che vive di turismo. Peccato perché a maggio avevamo tantissime prenotazioni mentre adesso attendiamo questo decreto ‘Rilancia Italia’ ci è stato promesso il mondo ma non abbiamo avuto ancora nulla”.
Mario Italo Mennella è direttore del ‘Miramare’ e presidente di Assoalbergatori Taormina. “Ancora troppo presto e dobbiamo attendere. Abbiamo tutti subito uno shock. Vogliamo riaprire in sicurezza, sia dal punto di vista sanitario che economico, chi apre oggi deve mettere in conto il costo di almeno 10-15 dipendenti. Impossibile senza turisti”.








