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Gary Shteyngart (scrittore): «Le ambizioni di Putin non hanno confini. A chi toccherà dopo l’Ucraina?»

Putin? «Le sue ambizioni non hanno confini: oggi Kiev, domani Trieste». Queste le parole dello scrittore di bestseller di grande humor Gary Shteyngart, nato a Leningrado nel 1972 ed emigrato negli Stati Uniti a 7 anni. Putin, dice, «si è convinto che il mondo gli appartenga». E aggiunge: «Sono così felice che paesi come l’Italia abbiano aderito alle sanzioni dell’Unione Europea. So che la popolazione dovrà sostenere maggiori costi energetici, ma ne vale la pena».

Tradotto in oltre 28 lingue e vincitore di numerosi premi, Shteyngart che ha esordito nel 2002 con “Il manuale del debuttante russo” in cui ha raccontato le disavventure degli immigrati russi in Europa e in America, pubblicato in Italia da Mondadori e poi da Guanda per cui sono usciti tutti i suoi libri, si chiama in realtà Igor Steinhorn come racconta nell’autobiografia “Mi chiamavano piccolo fallimento” (Guanda).

Il protagonista dei suoi libri è sempre un ebreo russo nel quale non è difficile identificare lo scrittore che vive a New York, dove insegna alla Princeton University. Ma come pensa evolverà il conflitto in Ucraina? 

«Come per ogni guerra, non c’è modo di sapere come si evolverà alla fine il conflitto. Ma una cosa è certa, qualsiasi leader fantoccio installato in Russia avrà difficoltà a lasciare il suo palazzo. Il popolo ucraino non rinuncerà mai a questa lotta» afferma. Putin, sottolinea lo scrittore «vuole che la Russia sia una potenza mondiale come gli Stati Uniti o la Cina. Per fare ciò, oltre ad avere un grande esercito, bisogna anche avere un’economia. Buona fortuna».

E che peso hanno in questo momento le proteste in Russia?

«È impossibile dire se le proteste porteranno a un cambio di regime. Ma dobbiamo sostenere le persone che protestano e sperare che il loro numero aumenti nonostante le orribili conseguenze che potrebbero dover affrontare, le percosse e le pene detentive. Ogni giorno la Russia diventa un mattatoio dentro e fuori i suoi confini». Shteyngart, che aveva un nonno ebreo, ucraino e antifascista, è convinto che «a Putin non importi chi uccide. Avrebbe raso al suolo la sua città natale di San Pietroburgo per rimanere al potere. Con una vittoria da militare a militare fuori portata, il tiranno arrabbiato cercherà di trasformare Kiev in Grozny» sottolinea.

Il 19 maggio 2022 uscirà, sempre per Guanda, il nuovo romanzo di Shteyngart, “La casa in collina”, tra i 100 migliori libri del 2021 secondo il New York Times, che è un Decamerone della nuova pandemia dove non si raccontano storie di fantasia ma la vita vera dei protagonisti e le fragilità del nostro tempo.

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