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Sedia elettrica e auto elettrica | L’analisi di Alessandro Sallusti

È vero che il sistema istituzionale europeo, ma anche quello dei singoli Paesi membri, scrive su Il Giornale Alessandro Sallusti, è imparagonabile a quello americano, nel quale il presidente può fare e disfare con una semplice firma senza dover rendere conto – semplifico un po’, ma la sostanza è quella – a chicchessia.

Ma è anche vero che un po’ più di coraggio e realismo aiuterebbero a muovere qualche passo verso l’uscita dalla palude nella quale ci troviamo.

Ieri, per esempio, Ursula von der Leyen ha annunciato una timida – per l’appunto solo timida – correzione al progetto di abolire le auto a motore a scoppio entro il 2035 in tutta Europa.

È inspiegabile che da quelle parti non si prenda atto che quel progetto già non stava in piedi quando fu pensato, figurati oggi che il mondo intero sta scappando a gambe levate dalla condanna a morte non via sedia elettrica, bensì auto elettrica.

Niente, si va avanti come se niente fosse, succubi di Greta Thunberg e delle utopie della sinistra.

Che è poi quello che in Italia sta accadendo sul nucleare: non abbiamo né petroliogas sufficienti al fabbisogno, ci dissanguiamo economicamente per comprarlo da Paesi nemici o instabili, ma le opposizioni avversano in ogni modo il progetto del governo di aprire mini centrali nucleari di ultima generazione e quindi ipersicure.

Già non abbiamo un esercito sufficientemente armato per difenderci e contare nelle trattative sui destini del mondo, se poi ci mancherà anche l’energia per farlo funzionare andiamo bene.

E non mi riferisco alla benzina per i carri armati, ma alla tecnologia per stare allineati al progresso, che oggi significa stare al passo con l’intelligenza artificiale.

È stato calcolato che entro il 2027 i data center che la alimentano potrebbero consumare tra 85 e 134 terawattora di energia l’anno, l’equivalente del consumo di intere nazioni come l’Argentina o i Paesi Bassi, la metà di quello oggi utilizzato in Italia.

Senza industria pesante – l’acciaio se n’è già quasi del tutto andato, il comparto auto è sulla stessa strada –, senza una difesa minimamente autonoma e senza centrali adeguate per gestire l’intelligenza artificiale, dove si può pensare di andare?

È tutto paradossale, e, paradosso nel paradosso, è che ce la prendiamo con Trump quando a frenare sono i progressisti e a voler accelerare i conservatori.

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