Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Scuola e lavoro, fanalini di coda Ue | L’analisi di Maurizio Ferrera

Sul Corriere della Sera, Maurizio Ferrera ricorda che l’Unione europea monitora ogni anno non solo i conti pubblici, ma anche la situazione sociale dei Paesi membri, per verificare la convergenza verso gli standard del modello sociale europeo: occupazione, inclusione, protezione sociale e pari opportunità.

Il monitoraggio serve anche a valutare la sostenibilità economica dei sistemi nazionali, poiché istruzione, povertà e livelli occupazionali incidono direttamente sulla crescita.

Il processo prevede una prima valutazione generale e poi un’analisi approfondita dei casi problematici. Per il secondo anno consecutivo, l’Italia è stata inserita tra questi Paesi, ottenendo valutazioni negative sia sulla situazione sociale sia sulle politiche adottate.

Ferrera evidenzia alcuni dati particolarmente critici: l’economia sommersa coinvolge oltre 3 milioni di lavoratori, soprattutto in agricoltura, servizi e commercio, mentre più di 10 mila persone vivono in insediamenti privi di servizi essenziali.

Sul piano educativo, il 10% dei giovani abbandona la scuola dopo le medie — quota che sale al 15% in Sicilia e Sardegna — e il fenomeno è ancora più diffuso tra i giovani immigrati.

I Neet restano sopra la media europea e meno di un terzo dei trentenni possiede un titolo universitario. La povertà minorile interessa il 27,1% degli under 17, con forti divari tra Nord e Sud.

L’autore sottolinea poi il basso tasso di occupazione italiano, il peggiore d’Europa, soprattutto per quanto riguarda le donne: 57,8% contro circa il 70% della media Ue. A questo si aggiunge l’emigrazione dei laureati più qualificati: 190 mila nel 2024.

Secondo Ferrera, crescita economica e sostenibilità dipendono dal numero di occupati e dalla qualità del capitale umano. Per questo servirebbero investimenti sociali e strategie di lungo periodo.

L’autore critica invece la scelta di aver destinato circa 160 miliardi al superbonus, giudicato incapace di produrre effetti strutturali duraturi.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.