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Isabel Schnabel (membro BCE): «L’inflazione potrebbe scomparire nel 2022»

«La paura di un’iperinflazione dopo la pandemia di coronavirus è ingiustificata». Lo ha affermato l’economista tedesca e membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, Isabel Schnabel, che vede la possibilità per la prima volta dopo anni di mantenere in modo sostenibile livelli prossimi al 2%.

«Molti dei fattori che hanno causato un aumento dell’inflazione probabilmente scompariranno nel 2022», ha dichiarato nel corso di un dibattito su «Economia mondiale, commercio mondiale, situazione economica e politica monetaria» a Petersberg.

Anche nello scenario «più favorevole», ha aggiunto, «l’inflazione nell’area euro nei prossimi anni rimarrà nettamente al di sotto del livello che ha minacciato la stabilità dei prezzi e, di conseguenza, il benessere e la coesione sociale negli anni ’70 e ’80». Schnabel ha sottolineato che la crescente percentuale di persone vaccinate contro il covid-19 rappresenta un supporto per la ripresa economica e allo stesso tempo un’opportunità per l’inflazione di avvicinarsi all’obiettivo di medio termine del 2% che persegue la Bce.

«L’aumento delle aspettative di inflazione a lungo termine suggeriscono che l’uscita dalla pandemia offre per la prima volta in molti anni una base per un cauto ottimismo» ha dichiarato Schnabel che ha anche alluso alla possibilità che l’Eurozona possa finalmente lasciarsi alle spalle i bassi tassi di crescita e di inflazione che hanno dominato il panorama macroeconomico nell’ultimo decennio, per i quali, tuttavia, continueranno ad essere necessari stimoli monetari e fiscali.

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