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Nicolas Schmit (Commissario Ue per il lavoro): «La sfida principale nei prossimi mesi sarà contrastare la disoccupazione e garantire condizioni lavorative dignitose»

Interventi straordinari per il Mezzogiorno, salario minimo, lotta al precariato, sostegno ai giovani, nuove norme per tutelare figure come i riders e una strategia per affrontare le sfide poste dalla transizione digitale: sono tanti i fronti su cui il Commissario Ue per il lavoro Nicolas Schmit è al lavoro per contrastare il devastante impatto dell’epidemia di Coronavirus sull’occupazione e guardare al futuro.

«Durante la pandemia in Italia e in altri Paesi giovani e precari sono stati i più colpiti perché non godono di alcun sussidio per la perdita del lavoro. La sfida principale nei prossimi mesi è contrastare la disoccupazione e garantire condizioni lavorative dignitose», ha detto Schmit in un’intervista all’ANSA. «La precarietà non può essere un’alternativa alla mancanza di lavoro».

Lo scorso ottobre, l’esecutivo Ue ha proposto una direttiva sul salario minimo che però si applicherà su base volontaria negli Stati membri. «In Italia ci sono discussioni in corso su un qualche genere di salario minimo e non voglio interferire sulle competenze nazionali» ha osservato il Commissario socialista lussemburghese «ma sto seguendo attentamente la questione e resto dell’opinione che stipendi adeguati debbano essere garantiti ovunque. Penso che sia una priorità anche per il governo italiano».

Schmit ha messo in evidenza come la crisi attuale abbia aggravato la situazione occupazionale in Paesi, come l’Italia, dove erano già presenti problemi strutturali, tra cui una forte precarietà. Un argomento di cui ha parlato con il Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano. «Stiamo lavorando insieme a misure importanti» per l’occupazione, specie nel Mezzogiorno, «che saranno supportate da finanziamenti Ue» ha annunciato il Commissario.

«Con Provenzano abbiamo discusso molto su come utilizzare i fondi europei per tutelare i posti di lavoro e come crearne, in particolare in alcune zone d’Italia dove è più urgente intervenire, soprattutto al Sud».

In cima alle sfide dei prossimi mesi per l’Ue c’è il contrasto alla disoccupazione giovanile, in forte aumento. La volontà, inoltre, è quella di assicurare sia che le aziende sopravvivano sia che mantengano i loro dipendenti, per evitare che si crei una disoccupazione strutturale. Bruxelles sta elaborando un quadro normativo per le nuove categorie di lavoratori – dai dipendenti delle piattaforme online ai riders delle consegne a domicilio e gli autisti di Uber – finora esclusi dalle tutele sociali.

«Da quando è iniziata la crisi alcuni impiegati delle piattaforme digitali per i servizi di consegna a domicilio hanno lavorato di più, mentre numerosi autisti di Uber hanno perso il lavoro», ha osservato Schmit. «L’anno prossimo presenteremo una proposta per assicurare a queste nuove categorie diritti sociali e sanitari e il diritto a rientrare nei contratti collettivi».

Sul mercato del lavoro inciderà però in futuro anche la transizione digitale. Per Schmit, «restare fermi può essere un rischio perché molti posti di lavoro scompariranno. Affinché questo passaggio si trasformi in un’opportunità occorre investire nella formazione, nell’aggiornamento e nell’istruzione delle persone. Penso che anche l’Italia sia consapevole dell’urgenza di affrontare il gap digitale per il futuro della competitività delle aziende e dell’economia del Paese».

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