«Un anno e mezzo dopo la prima dichiarazione di stato d’emergenza per l’epidemia da coronavirus, l’Italia torna alla normalità, o quasi. Le attività sono ripartite, anche se a fatica, le restrizioni sono di fatto terminate». Fiorenza Sarzanini commenta sul Corriere della Sera l’approdo di tutte le regioni italiane in fascia bianca e lo stop all’obbligo della mascherina all’aperto.
«In realtà da qualche settimana c’è la sensazione diffusa che la pandemia sia finita. È capitato spesso di incontrare persone che non indossavano la mascherina all’aperto prima ancora che cadesse l’obbligo, e talvolta anche al chiuso. La voglia di normalità ha inevitabilmente preso il sopravvento, come era prevedibile. Ma quanto sta accadendo nel resto del mondo e negli altri Stati europei deve farci riflettere sui nostri comportamenti» ammonisce Sarzanini.
«Ci sono ancora milioni di italiani che devono ricevere la prima dose, giovani che potrebbero decidere di non immunizzarsi. La presenza della variante Delta, che ormai sta diventando prevalente pure da noi, è un dato che non possiamo permetterci di trascurare. Il Regno Unito ha posticipato la riapertura totale di un mese, Israele ha fatto marcia indietro rispetto all’eliminazione della mascherina, altri Paesi stanno valutando nuove misure».
«L’Italia mantiene il programma stabilito, ma tutti dobbiamo riflettere sulle conseguenze che potrebbe avere una nuova ondata in autunno. Su quanto devastante potrebbe essere dover imporre nuovamente divieti e restrizioni, coprifuoco, addirittura dover lasciare gli studenti ancora fuori dalle scuole. Stiamo affrontando la scommessa dell’estate, quella che non si può perdere. È la sfida della responsabilità individuale. Non serve che sia il governo a ribadire le regole, le conosciamo già tutte. Adesso tocca ai cittadini fare in modo che non si debba tornare indietro».








