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Rosa Cappelluccio e Marco Musella: «Investire nei giovani» e «rafforzare il Terzo Settore» per far crescere il Sud

Giovani, imprese sociali e coesione: la sfida del Sud

Non esiste crescita economica senza crescita sociale. È questo il messaggio emerso dal panel “Sud, coesione sociale tra imprese e Terzo Settore”, ospitato nell’ambito dell’evento “Far crescere il Sud nella tempesta globale”, promosso dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia con il patrocinio del Comune di Napoli.

A confrontarsi sono stati Marco Musella, professore ordinario dell’Università Federico II di Napoli ed esperto di impresa sociale, e Rosa Cappelluccio, della Fondazione I Figli degli Altri, impegnata quotidianamente nel lavoro con adolescenti, scuole e istituti penali minorili.

Rosa Cappelluccio: «Oggi esiste una vera dispersione relazionale ed emotiva»

Nel suo intervento, Rosa Cappelluccio ha richiamato l’attenzione sulla condizione delle nuove generazioni, sottolineando come il disagio giovanile non possa essere letto soltanto attraverso i tradizionali indicatori economici o scolastici.

“Io penso che oltre alle infrastrutture e ai fondi ci sia la necessità di prenderci cura delle persone, in modo particolare degli adolescenti.”

Secondo Cappelluccio, il Paese sta vivendo una situazione caratterizzata da nuove fragilità che spesso non vengono riconosciute adeguatamente.

“Oggi viviamo una realtà dove non solo c’è una dispersione scolastica, ma c’è una dispersione relazionale, una dispersione emotiva e una dispersione umana di questi ragazzi.”

La responsabile della Fondazione I Figli degli Altri ha raccontato l’esperienza maturata nelle scuole e negli istituti penali minorili, evidenziando come molti comportamenti aggressivi o antisociali siano spesso la manifestazione di bisogni non ascoltati.

“Il 90% dei ragazzi chiede l’aiuto di un adulto di riferimento. Vi parlo di 2.500 ragazzi intervistati tra scuole medie, scuole superiori e ragazzi inseriti nel sistema giudiziario.”

“Chiedono fiducia e soprattutto stabilità nella relazione.”

«Dobbiamo costruire adulti significativi»

Particolarmente forte il richiamo alla responsabilità educativa degli adulti.

“Oggi i nostri interventi istituzionali sono basati soprattutto sulla punizione. Non aiutano. Non è un vero trattamento.”

“Abbiamo bisogno di riconoscere le storie traumatiche, le assenze di figure di riferimento e le fragilità che stanno dietro determinati comportamenti.”

Cappelluccio ha spiegato come molti ragazzi manifestino difficoltà nella gestione delle emozioni e delle relazioni.

“Ci sono grandi eccellenze dal punto di vista cognitivo, però non sanno prendere appuntamenti, non sanno reggere le frustrazioni, non sanno stare in un team.”

“Investiamo nei nostri ragazzi.”

“Io penso che una risposta significativa da parte di un adulto significativo debba essere data, altrimenti è inutile costruire il Sud se non abbiamo la possibilità di ricreare persone resilienti e capaci di affrontare le difficoltà che si prospettano.”

Marco Musella: «Il Terzo Settore è una risorsa straordinaria per il Paese»

Partendo dalle riflessioni emerse durante il dibattito, Marco Musella ha evidenziato il ruolo che il Terzo Settore può svolgere nell’affrontare le trasformazioni sociali e del mercato del lavoro.

“Il Terzo Settore è quel patrimonio di risorse, di passione e di voglia di mettersi in gioco che può dare un impulso positivo al Paese.”

Per il docente della Federico II, la forza delle organizzazioni sociali risiede nella capacità di costruire risposte collettive ai problemi della società.

“Alla fine la storia la fanno le organizzazioni, non le singole persone.”

“Il Terzo Settore, come le imprese, condivide questa volontà di impegnarsi rispetto ai problemi della società.”

Impresa sociale e innovazione

Musella ha inoltre collegato il tema della coesione sociale a quello dell’innovazione.

“Rispetto all’evoluzione del mercato del lavoro e alle trasformazioni del modo in cui i giovani percepiscono il lavoro, si tratta di unire le forze e mettere in campo soluzioni.”

“Anche recuperando quanto si diceva prima sull’innovazione, il Terzo Settore può essere in alcuni campi un potente fattore di innovazione.”

Secondo l’economista, esistono ancora ampi margini di miglioramento nella collaborazione tra imprese, finanza e organizzazioni sociali.

“Ci sono tante risorse, anche finanziarie, che oggi non vengono utilizzate nel modo giusto per potenziare quello che il Terzo Settore può dare come risposta.”

“Il Terzo Settore deve dialogare con le istituzioni pubbliche e costruire percorsi condivisi.”

Crescita economica e crescita sociale devono procedere insieme

Dal confronto tra Rosa Cappelluccio e Marco Musella emerge una convinzione comune: lo sviluppo del Mezzogiorno non può essere misurato soltanto attraverso investimenti, infrastrutture o crescita del PIL. Accanto alle politiche economiche servono interventi capaci di rafforzare il tessuto sociale, sostenere le nuove generazioni e valorizzare il ruolo delle organizzazioni del Terzo Settore. Solo dall’incontro tra imprese, istituzioni e società civile può nascere una crescita realmente inclusiva e duratura per il Sud e per l’intero Paese.

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