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Rocco Cangelosi (diplomatico): «Putin e Guterres, un inutile dialogo tra sordi»

“Un incontro fuori tempo massimo e del tutto intempestivo quello del Segretario Generale dell’Onu Guterres con Vladimir Putin, svoltosi irritualmente in diretta TV, mentre a Ramstein 43 paesi si incontravano per decidere l’aumento degli aiuti militari all’Ucraina.

Putin non ha perso l’occasione offertagli dalla visita di Guterres per dare ampio risalto mediatico al colloquio, che gli ha in qualche modo dato l’opportunità di rilegittimare la sua immagine dopo le accuse di crimini di guerra e di genocidio rivoltegli da più parti. Dall’incontro non sono emersi elementi di novità, salvo una cauta apertura russa sui corridoi umanitari per l’evacuazione dei civili da Mariupol”.

Lo sostiene il diplomatico italiano Rocco Cangelosi.

“Sia Lavrov che Putin hanno ribadito al Segretario Generale dell’Onu le condizioni irrinunciabili per giungere ad una tregua ed avviare un dialogo costruttivo: il riconoscimento dell’annessione della Crimea e dell’indipendenza delle due repubbliche del Donbass sono considerate pregiudiziali da Putin per iniziare qualsiasi negoziato che dovrebbe riguardare non solo la neutralizzazione dell’Ucraina ma anche una rivisitazione dell’architettura della sicurezza globale ivi comprese le istituzioni internazionali tra le quali le Nazioni Unite.

Putin in altri termini, come la Cina, avanza una forte istanza di revisionismo dell’ordine mondiale e rivendica un riequilibrio a suo favore nei vari consessi internazionali nei quali la Russia a suo parere sarebbe penalizzata” scrive dalle colonne del settimanale digitale Inpiu.net

“Ma mentre si consumava questo inutile dialogo fra sordi, a Ramstein su iniziativa americana nasceva l”Ukraine security consultive group” al quale hanno preso parte, capitanati dal ministro della Difesa Usa Austin, i ministri della difesa di 43 Paesi per un impegno più assertivo a favore dell’Ucraina. Anche la Germania ha rotto la sua tradizionale reticenza e si è piegata alla richiesta di inviare blindati ed armi pesanti.

Ma non basta. Il vice ministro della Difesa britannico Heappey ha dichiarato “interamente legittimo” l’uso da parte di Kiev di armi fornite dalla Gran Bretagna per colpire obbiettivi su suolo russo, provocando una immediata e minacciosa reazione di Lavrov sulle gravi conseguenze e i rischi che ne deriverebbero per l’allargamento del conflitto.

La situazione sembra pertanto deteriorarsi anziché progredire e il rischio di un’escalation senza controllo sembra profilarsi all’orizzonte. Si parla troppo di terza guerra mondiale. Balbetta la diplomazia e parlano le armi” conclude Cangelosi.

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