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Roberto Vavassori, presidente dell’Anfia: “Il nuovo dazio al 25% peserà sulla motor valley italiana”

“Il grosso lo abbiamo già scontato nella tornata precedente. C’è un effetto diretto che riguarda la produzione nella Motor valley italiana, Ferrari e Lamborghini, che vedono quasi il 20% negli Usa.

Poi c’è un danno indiretto, soprattutto per la componentistica dove, solo verso la Germania, abbiamo un attivo di 1,2 miliardi, mentre il rincaro dei dazi potrebbe ridurre le esportazioni di auto premium tedesche negli Usa.

Così Roberto Vavassori, presidente dell’Anfia, l’associazione della filiera dell’automotive, intervistato dal Corriere della Sera risponde a chi gli chiede quali conseguenze avranno sul mercato italiano i nuovi dazi annunciati dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Come dovrebbe rispondere l’Europa?

“Con fermezza e in maniera rapida e unitaria. E con una risposta non limitata al settore auto ma che punti ad affermare l’autonomia dell’Ue.

Mi riferisco all’Iron dome europeo ma anche, sul fronte energetico, alla dipendenza dal gnl americano”.

Quanto al governo italiano “ultimamente ha preso le distanze dalle manifestazioni più estreme dell’amministrazione americana e ha fatto bene.

Il governo è un forte sostenitore della risposta europea unita e anche questo è positivo.

Certo Trump sembra voler prendere di mira i leader più fermi, ma noi dobbiamo mantenere la barra dritta e fare il nostro interesse.

Purtroppo qualunque decisione europea richiede moltissimo tempo.

Se seguissimo i consigli dei rapporti Draghi e Letta, avremmo un’Europa molto più reattiva”.

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