“Per troppi anni i sacrifici sono stati scaricati sui giovani. Se vogliamo far ripartire l’ascensore sociale serve un patto tra le generazioni”.
Lo afferma il presidente dei Giovani di Confindustria, Riccardo Di Stefano, in un colloquio La Stampa.
“Abbiamo assistito alla Fase 1 e alla Fase 2. E ora, nella Fase 3, continuiamo a non vedere un progetto di sviluppo. I ragazzi sono stati dimenticati. Chiediamo che venga messa in campo una Fase giovani2.
“La priorità – spiega – è incentivare l’occupazione femminile e quella under 35. E questo si può fare solo utilizzando le risorse straordinarie stanziate dall’Europa per far fronte all’emergenza sanitaria”.
“Non dobbiamo fermarci al concetto di confini, vogliamo lavorare in un mercato libero e portare le nostre eccellenze in ogni angolo del mondo. L’Unione europea deve darci la forza di competere con accordi piu’ ambiziosi”.
“Ci attende un crollo del PIL intorno al 9%, saranno mesi e anni complicati, non ci possiamo permettere di vedere il nostro Paese governato da annunci mirabolanti”.
“Diciamo a chi governa – ha detto il neo presidente dei giovani industriali – di uscire dai palazzi e di venire a scrivere le norme all’interno delle nostre aziende. L’Italia si costruisce qui tanto quanto in Parlamento”.
Per Di Stefano “e’ di importanza vitale il confronto. Le nostre imprese sono pronte a compiere sforzi incredibili ma occorre liberarle da regole che da troppo tempo le hanno imbrigliate”.








