“Al suo arrivo a Bruxelles per i tre vertici Nato, Usa-Ue, G7, Biden trova un’Europa sgomenta per la tragedia ucraina, ma politicamente più matura”.
Così Federico Rampini sul Corriere della Sera parla di “fine del letargo”: “In un mese i bombardamenti russi hanno seminato morte; hanno anche polverizzato l’illusione che l’Unione europea possa essere l’unica «superpotenza erbivora» della storia umana.
Con Putin che evoca l’arma nucleare, l’idea che ci si possa difendere solo con il soft power, con la qualità della propria civiltà, è relegata tra le favole del passato.
Diventa meno utopistico – sottolinea l’editorialista – costruire una difesa comune europea, in stretta collaborazione con la Nato e non in concorrenza con l’alleanza atlantica. Cadono le riserve americane del passato. Putin ha «regalato» l’Europa all’America.
La sua aggressione ha un effetto geopolitico dirompente. Le tentazioni di alcuni Paesi di perseguire una politica estera mercantilista, navigando opportunisticamente tra Est e Ovest, hanno ricevuto un colpo duro. Per Biden questo è davvero un regalo geopolitico.
Grazie a Putin avrà meno ragioni per sospettare che qualche alleato faccia il doppio gioco. Di conseguenza Biden può delegare agli europei più responsabilità nella difesa del continente; questo gli consente di concentrare sforzi maggiori sulla sfida decisiva con la Cina, pur mantenendo una leadership indispensabile nella Nato.
Restano tanti ostacoli sulla via di una difesa comune europea. Ma per essere onesti, l’ostacolo principale a un’Europa capace di difendersi siamo noi. L’opinione pubblica europea esce da decenni di beato letargo.
L’illusione sulla «superpotenza erbivora» è tenace, anche se tutti vedono che nella geopolitica reale siamo circondati da belve feroci, carnivore e affamate di conquiste imperiali.
In Italia i pacifismi ipocriti, che ripudiano la logica delle armi solo quando le abbiamo noi, sono rafforzati dalle robuste tradizioni anti-occidentali e anti-americane delle maggiori famiglie politiche: ex fascisti, socialisti, comunisti, e una parte di cattolici.
Oltre a costruire vere forze armate europee, una difesa comune passa dall’autonomia energetica. Si è sognato un mondo a zero emissioni dietro l’angolo, trascurando che per anni avremo bisogno ancora di gas e petrolio, e dobbiamo selezionare con cura i fornitori.
Oggi – conclude Rampini – l’Occidente può sperare di reagire alla guerra di Putin in Ucraina restando sul terreno delle sanzioni economiche, solo perché noi siamo ricchi e la Russia molto meno”.








