Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Domenico Quirico (La Stampa): «Non si scende più in piazza, neanche per la guerra»

Non si scende più in piazza, neanche per la guerra. A sostenerlo è Domenico Quirico, parlando della crisi tra Occidente e Russia sull’Ucraina. «Dove sono finiti» si chiede polemicamente «i pacifisti, i fustigatori, sacrosanti, delle fandonie di politici e stati maggiori (e non si può dire che nel caso Ucraina siano mancate, anzi), le grida e i furori e le elevazioni giustamente evangeliche di quelli che proclamavano all’infinito che la pace è bene e la guerra è male. Che il puro impiego della forza non dà né vincitori né vinti. Spariti, liquefatti, scomparsi, impalpabili questi Ingenui, meravigliosi e indispensabili».

«Eppure», continua Quirico su La Stampa «nel congelato scacchiere del Donbass si affrontano e minacciano non i soliti trabiccoli meccanici e tecnologici delle piccole guerre, che pure bastano a ben pianificate apocalissi. Sono in campo, abbaianti, i due maggiori detentori della Bomba e dei missili che la trasportano, i due fuoriclasse dell’arte di annientare, Stati Uniti e Russia. Insomma: una svista, un provocatore di malevolo ingegno, una smemoratezza per vedere nel centro dell’Europa i mille soli della ultima alba nucleare e palpare l’Assoluto».

«Fantascienza? D’accordo: ma non sottovalutiamo che per un’ecatombe bastano anche mezzi più banali. Il machete recentemente ha dimostrato di essere sufficiente per battere tutti i record di genocidio. Insomma, tra il migliore dei mondi possibili, il nostro, e il cimitero corre solo lo spazio che divide una terra innevata e congelata. Eppure: niente, silenzio, strade vuote, slogan e marce virtuose neppure abbozzate in qualche vicolo», conclude. «Una possibile Hiroshima due evidentemente non interessa, la controprova che nel 2021 la coesistenza pacifica è a pezzettini non basta a smuovere, se non le coscienze, almeno la paura».

Per saperne di più:

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.