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Qual è la linea politica del PD? | L’analisi di Stefano Folli

Qualcuno – commenta su Repubblica Stefano Folli – si è stupito che Dario Franceschini, autorevole esponente del Pd di origine democristiana e non post-comunista, si sia detto d’accordo con Elly Schlein a proposito della manifestazione promossa da Repubblica il 15 marzo a Roma.

Ma sarebbe strano il contrario, tanto più che Franceschini non ha mai messo in dubbio l’importanza di questo raduno pubblico in nome dell’Europa.

Il problema è, semmai, il modo di andare in piazza, insomma la linea politica da adottare.

La segretaria del Pd parla di “difesa europea” come prospettiva virtuosa (e lontana nel tempo) da contrapporre al riarmo dei singoli paesi.

Il punto è che il “no” al progetto von der Leyen, al momento ancora confuso, s’incrocia con l’ostilità alle armi del binomio Fratoianni-Bonelli e soprattutto con il “pacifismo” ostentato dai 5S.

Conte, come è noto, non sarà in piazza il 15, ma è incessante il suo lavoro ai fianchi del Pd.

Qui dunque s’inserisce la mossa di Franceschini, dietro il quale s’intravedono quanti nel Pd nutrono riserve sulle scelte della segretaria.

Più o meno tutti tacciono, o si limitano a mormorare, perché non intendono regalare alla destra lo spettacolo di un Pd che si divide sulla politica internazionale.

Ma non possono nemmeno accettare una primazia dei 5S, le cui conseguenze sarebbero insondabili.

Ne deriva che la segretaria Schlein viene sostenuta per la sua critica alla linea von der Leyen, che premierebbe i nazionalismi dei 27, ma in cambio le si chiede “chiarezza e coraggio nelle parole e nelle scelte”.

Quella chiarezza, se ne deduce, che finora è mancata.

È singolare, ad esempio, che nessuno a sinistra nomini la Nato: esiste ancora e potrebbe essere la via più breve per rinnovare il programma militare europeo senza tagliare fuori gli Stati Uniti.

Per quanto Trump sia ormai inviso ai vecchi alleati, quasi tutti si rendono conto che non esiste deterrenza europea senza Washington.

Chi pensa a una futura “difesa europea” senza l’America proietta i suoi sogni in un futuro improbabile.

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