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Pietro Saccò (Avvenire): «Arrivare a un’equa tassazione delle multinazionali è una rivoluzione necessaria»

Commentando la proposta della Commissione Ue per armonizzare le regole sulle imposte alle imprese, Pietro Saccò, su Avvenire, definisce una «rivoluzione necessaria» arrivare a un’equa tassazione delle multinazionali.

«Ci voleva la pandemia per svegliare l’Europa. Chiamata a finanziare con la spesa pubblica il rilancio dell’economia dopo la crisi peggiore di sempre, la Ue adesso sembra determinata a evitare di farsi ancora soffiare i soldi da sotto il naso».

«L’obiettivo è arrivare a nuove regole per il 2023. Sarà un percorso complicato, perché ci sono Stati che ci guadagneranno e altri che ci perderanno. Trovare il consenso politico sarà difficile anche per la capacità di pressione delle grandi multinazionali. Riuscire a chiudere le vie di fuga del denaro dalla Ue verso paradisi fiscali offshore sarebbe fondamentale, per quanto la proposta presentata ieri dalla Commissione non ne parli esplicitamente. Avviare il percorso verso un’Unione fiscale che oggi appare lontanissima sarebbe un passo avanti straordinario».

«Non sono missioni impossibili. Pochi avrebbero creduto che la Svizzera potesse abbandonare la sua tradizione secolare sul segreto bancario, eppure nel 2014 la Confederazione ha accettato lo scambio di informazioni con il resto del mondo, cedendo all’“assedio” di Europa e Stati Uniti».

«Oggi il contesto globale è favorevole. All’Ocse si sta stringendo sull’idea di una tassazione unica a livello mondiale sulle attività digitali, utile a evitare che i giganti del web possano sfruttare l’immaterialità del loro business per mettere a bilancio i profitti solo dove conviene».

«Negli Stati Uniti l’amministrazione Biden ha dato una spinta possente, avviando i negoziati per fissare una tassazione minima mondiale sul reddito delle multinazionali. È un’onda che sta montando. Quello che sorprende è che ci si arrivi solo adesso: per trent’anni abbiamo consentito un’accelerazione della globalizzazione dei capitali e delle attività delle imprese, senza però accompagnarla a una globalizzazione delle regole fiscali».

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