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Piero Cipollone, componente del Comitato esecutivo della Bce: “Il nodo è che l’Ue non ha un mercato unico compiuto. Come l’Italia del ‘400 restiamo divisi in tante singole unità”

Il problema dell’Europa è che “non abbiamo un mercato unico compiuto, sia per i beni e i servizi che per il mercato dei capitali.

I soldi ci sono, le università che producono cervelli e idee anche.

Si tratta di saper usare la profondità del nostro mercato interno per fare quel che fanno gli Stati Uniti”.

Lo afferma Piero Cipollone, componente del Comitato esecutivo della Bce in una intervista al Corriere della Sera.

“Non abbiamo ancora accettato che i singoli Paesi europei non hanno più la scala adatta per confrontarsi con i leader mondiali.

Viene da pensare alla situazione politica dell’Italia del ‘400 – è l’analogia usata dall’economista -: mentre i francesi, gli spagnoli e gli inglesi formavano grandi Stati unitari, l’Italia restava divisa in tante piccole unità territoriali e nonostante le competenze, la ricchezza e la cultura è rimasta indietro.

Oggi dipende solo da noi, noi europei.

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