Piergiorgio Marini, Senior Manager Value Chain Relations & Illicit Prevention di Philip Morris, è intervenuto agli Stati Generali della Ripartenza organizzati dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia il 29 e 30 novembre 2024 a Bologna.
Durante la sua partecipazione, ha preso parte al panel “Investimenti, innovazione e internazionalizzazione del sistema imprenditoriale italiano” moderato da Luca Telese.
Riportiamo di seguito il testo integrale del suo intervento.
“Faccio un inciso a proposito dei giovani aggiungendo un elemento di riflessione.
Crisi climatica, guerre, uno Stato che ha un debito pubblico incredibile. I giovani al giorno d’oggi sono bombardati da una serie di notizie incredibilmente negative. Probabilmente se loro guardano al futuro dicono non c’è futuro e quindi di conseguenza è meglio vivere il presente.
Questa è anche una chiamata “in correo” per noi, quelli che hanno un po’ più di capelli bianchi, per passare un messaggio motivante ai ragazzi e dirgli ragazzi costruite un futuro perché c’è un futuro, ci sono delle sfide e siete equipaggiati per poterle vincere. Quindi solo questa cosa volevo aggiungere per evitare di buttare la croce sulle nuove generazioni.
Io lavoro per Philip Morris e tutto nasce all’incirca una ventina di anni fa in cui la nostra azienda da market leader ha deciso di cambiare completamente e sortire il paradigma del business che facciamo. C’è un market leader con brand come Marlboro che decide che nel più breve tempo possibile dobbiamo smettere di fare sigarette, sembra un controsenso in termini assoluti e invece è una sfida che noi abbiamo accettato e che a distanza di vent’anni ormai ci porta ad avere il 40 per cento delle nostre revenue da prodotti di nuova generazione, prodotti a tabacco riscaldato a ridotta esposizione come certificato da enti terzi.
Questo tipo di innovazione ci ha cambiato completamente, ci ha costretto a cambiare competenze, ha costretto a cambiare processi produttivi e ci ha costretto anche a fare dei nuovi investimenti, nuovi dove noi abbiamo costruito il più grosso impianto al mondo di prodotti a tabacco riscaldato, 1 miliardo e 200 milioni di euro, il più grosso investimento estero dall’inizio del secolo, 330 mila metri quadri che ha portato poi alla fine all’assunzione e alla creazione di oltre 2 mila posti di lavoro, 8 mila nell’indotto e che in un certo senso ci ha portato a far vedere l’Emilia Romagna e l’Italia non come normalmente viene dipinta all’estero, cioè il paese del turismo, lo dico con un piglio di orgoglio perché sono un ingegnere, noi siamo riusciti a presentare l’Italia e l’Emilia Romagna specificamente come il paese della meccatronica, dell’ingegneria di precisione, della motoristica, dell’innovazione e questo che cosa ha comportato a distanza di una decina d’anni perché noi questo impianto l’abbiamo aperto una decina d’anni fa, adesso solo da Bologna noi esportiamo 1 miliardo e 800 milioni di euro di controvalore che è più di tutta l’industria dell’olio d’oliva che c’è in Italia, dei formaggi secchi, rappresentiamo circa mezzo punto percentuale dell’economia e soprattutto prima si parlava di coraggio, io aggiungerei 3C, cioè non solo il coraggio, io metterei anche il coraggio di prendere e di diventare dei capigliera.
Noi abbiamo deciso di investire anche a monte della filiera perché la manifattura viene fatta qui ma a monte noi abbiamo investito nella cultura del tabacco italiano, compriamo metà del tabacco italiano e proprio ieri abbiamo firmato con il Masaf un protocollo d’intesa per all’incirca un miliardo di euro di acquisto di tabacco, metà della produzione tabacchicola italiana che è la più grossa che c’è in Europa per dare un orizzonte di lungo respiro anche ai piccoli e medi coltivatori che ci sono in Italia, cioè se noi vogliamo che l’imprenditore investa nella propria azienda dobbiamo dargli una stabilizzazione, un futuro in cui si può fare due calcoli e decidere come investire in agritech che avrà dei riverberi positivi anche in altre culture che non siano solo il tabacco, il pomodoro, il vino e compagnia cantando.
A monte abbiamo il tabacco, in mezzo abbiamo la manifattura che facciamo qui, a valle abbiamo pensato anche di investire pesantemente nel riciclo dei nostri device elettronici che vengono utilizzati e anche nella cura del consumatore, quindi abbiamo fatto dell’Emilia Romagna e dell’Italia il centro della nostra innovazione e poi magari vi do anche qualche altro elemento successivamente per concretizzare ulteriormente questo discorso”.








