Sono state fatte molteplici ipotesi per controllare il costo delle bollette. «Potrebbe esserci la cartolarizzazione degli oneri di sistema relativi al sostegno alle energie ricavate da fonti rinnovabili, ma al momento, ripeto, non c’è un quadro completo. Ci sono inoltre le ipotesi sia di aumentare la capacità estrattiva di gas nazionale sia di ricorrere a una parte delle riserve strategiche». Ne parla il viceministro dello Sviluppo Economico, Gilberto Pichetto.
In questo momento «si sta lavorando per recuperare più risorse possibili per disporre di circa 5 miliardi, evitando comunque uno scostamento di bilancio», afferma in un’intervista al Corriere della Sera. Nel caso «si decidesse di estrarre più gas si creerebbe, d’altra parte, la condizione per ripristinare al più presto le riserve strategiche» aggiunge. «Questa produzione aggiuntiva potrebbe essere destinata a prezzi calmierati ai settori cosiddetti energivori». Comunque, per la ripresa «la situazione non è compromessa. Siamo in tempo se interveniamo subito, certamente lo scenario di una crescita sostenuta del Pil per un lungo periodo appare meno a portata di mano».
Pichetto sottolinea che «non era prevedibile un’esplosione dei prezzi di questa portata. Una parte dei problemi dipende dalle importazioni di gas dalla Russia, ma sei mesi fa non c’era nessun analista o esperto che indicasse aumenti di questa entità». Poi «paghiamo decenni di convinzione che il libero mercato mondiale permettesse di comprare, anche in ambito energetico, tutto e al miglior prezzo. Così abbiamo, per esempio, ridotto la produzione nazionale di gas metano a circa 4 miliardi di metri cubi annui e abbiamo scelto con determinazione di restare fuori dal nucleare». Ora «è opportuno stabilire quali sono le necessità e poi valutare un eventuale scostamento di bilancio».
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