Per ripartire e superare la Pandemia occorre fare squadra. Come nello sport

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Lo Sport e l’Innovazione sono linguaggi universali – ma in passato il Sistema Italiano era italiano e meno universale.

Ora siamo ad una svolta italo-internazionale: mentre l’Unione Europea sta riflettendo sulle future evoluzioni/rivoluzioni/generazioni e sul ruolo dell’innovazione nello sport (si segnalano soprattutto il seminario alla European Week of Cities and Region su “Innovation Hubs for Sport & Vitality”; il fatto che la Commissaria Europea per Innovazione, Ricerca, Cultura, Educazione e Gioventù – ma anche responsabile per lo Sport – Mariya Gabriel, abbia dichiarato che “focalizzerà il proprio lavoro su sport e innovazione”, perché “questa pandemia ha evidenziato l’importanza dello sport per la nostra società, per la salute, per la prevenzione e per il benessere in questi tempi difficili”; e l’iniziativa SHARE per attivare i futuri fondi strutturali europei nello sport), l’Italia c’è e si muove facendo squadra.

Viviamo tra una meteora (la pandemia) ed una metafora (“fare squadra”). La meteora sta impattando la vita di ognuno e di tutti in forma sistemica e una – o forse la – via d’uscita è “fare squadra”, veramente.

Il mondo dello sport sta vivendo una crisi esistenziale e universale (il collasso in Germania è testimoniato da report recenti; lo sport francese interpella il Presidente Macron; e la situazione è davvero globale). Lo sport italiano ha inoltre una Spada di Damocle come la riforma dello sport da finalizzare, deve colmare un gap culturale e non ha ancora un approccio verso la digital transformation. Ma possiamo trovare un Punto Archimedeo nel “fare squadra”, guardando allo scenario italiano-europeo offerto dal “Next Generation EU” come occasione straordinaria per affrontare il futuro.

Sarà una sfida comune e comunitaria – e non la vinceremo da soli, ma soluzioni pragmatiche possono essere pensate perché – come ci insegna Mario Draghi – “Nelle attuali circostanze il pragmatismo è necessario. (…) In questo susseguirsi di crisi i sussidi che vengono ovunque distribuiti sono una prima forma di vicinanza della società a coloro che sono più colpiti, specialmente a coloro che hanno tante volte provato a reagire. I sussidi servono a sopravvivere, a ripartire. Ai giovani bisogna però dare di più: i sussidi finiranno e resterà la mancanza di una qualificazione professionale, che potrà sacrificare la loro libertà di scelta e il loro reddito futuri. La società nel suo complesso non può accettare un mondo senza speranza; ma deve, raccolte tutte le proprie energie, e ritrovato un comune sentire, cercare la strada della ricostruzione”.

Tre punti per la ripartenza dell’Italia:

  1. Fare Squadra”. Fare squadra non è ad oggi il nostro sport nazionale – ma dobbiamo applicarlo al più presto ed in forma sistemica, soprattutto per prepararci al “Next Generation EU”;
  2. Segnalo la proposta di Cultura Italiae, un appello accorato (ed aperto alle sottoscrizioni) a dare nobiltà allo sport e mettere (anche) lo sport al centro del dibattito dei piani di Recovery/Resilience;
  3. La Scuola dello Sport organizzerà oggi 17 novembre – in partnership con Trentino Sviluppo – un webinar di una giornata con grandi speakers, grandi leader e sport practitioners.

Parteciperanno a questa riflessione che vuole contaminare il mondo dello sport con l’innovazione e l’innovazione con il mondo dello sport: Vito Cozzoli (Presidente/AD, Sport e Salute), Andrea Gumina del Ministero Affari Esteri, Veronica Diquattro (Chief Customer & Innovation Officer at DAZN), Barbara Cominelli (COO, Marketing and Operations Director at Microsoft Italy), Paolo Bouquet (Presidente UniSport Italia), Carlo Alberto Carnevale Maffè (Bocconi), Alberto Luna (Executive Partner, Talent Garden), Josè d’Alessandro (LUISS Business School), Maria Luisa Fernandez Esteban (Vice Capo Unità Sport, Commissione Europea), Rossana Ciuffetti (Direttore della Scuola dello Sport), Federico Eichberg (Dirigente di Gabinetto del Ministero dello Sviluppo economico/MISE), Marco Bicocchi Pichi, Fabio Lalli (IQUII) ed altri/e grandi relatori/relatrici.

Per maggiori informazioni, consultare il programma e completare la registrazione, si rimanda a questo sito.

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